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 ITALIA - ITALIA - Lotta peste suina. Regione Lombardia. 100 euro a chi abbatte un cinghiale femmina
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9 marzo 2023 13:36
 
La lotta alla Peste suina africana è sempre più una priorità per le autorità locali e nazionali. Tra le regioni più attive c’è la Lombardia, che lo scorso 28 febbraio ha approvato il decreto 2837 finalizzato appunto a contenere l’emergenza Psa. La norma prevede “un importo massimo di cento euro per ogni femmina di cinghiale adulta e subadulta abbattuta nei territori comunali dell’Oltrepo pavese“. Mentre per i capi abbattuti nei restanti territori della provincia di Pavia è prevista una ‘taglia’ di 50 euro. L’obiettivo dichiarato del provvedimento è quello di aumentare il numero di cinghiali abbattuti in un’area di 50 chilometri, concordata con le amministrazioni competenti. L’importo, spiega il provvedimento, sarà erogato dalla direzione veterinaria di ogni Ats competente per ogni singolo cinghiale abbattuto. Il decreto del dirigente dell’Unità sanitaria veterinaria si inserisce nell’ambito di una iniziativa co-finanziata dall’Unione europea: il regolamento di esecuzione (Ue) 2021/605 del 7 aprile 2021 stabilisce infatti misure di controllo eccezionali per la Psa
L’iniziativa non è piaciuta alle associazioni animaliste, com’era facile prevedere. L’associazione Lndc Animal Protection tramite la presidente Piera Rosati parla di “ennesimo regalo alla lobby venatoria”, come si legge su Repubblica. Rosati continua: “Si premia con denaro chi uccide una femmina di cinghiale. Una misura che, per altro, potrebbe paradossalmente far aumentare la popolazione di questi animali, che vivono in branchi matriarcali, per cui abbattere un cinghiale matriarca è come dire a tutte le altre femmine del branco di predisporsi da subito a procreare in sua vece. Ormai è evidente che la caccia non è la soluzione. Le istituzioni dovrebbero trovare nuove misure per una convivenza pacifica con i selvatici”.
(Aimentando.info)

 
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La lotta alla Peste suina africana è sempre più una priorità per le autorità locali e nazionali. Tra le regioni più attive c’è la Lombardia, che lo scorso 28 febbraio ha approvato il decreto 2837 finalizzato appunto a contenere l’emergenza Psa. La norma prevede “un importo massimo di cento euro per ogni femmina di cinghiale adulta e subadulta abbattuta nei territori comunali dell’Oltrepo pavese“. Mentre per i capi abbattuti nei restanti territori della provincia di Pavia è prevista una ‘taglia’ di 50 euro. L’obiettivo dichiarato del provvedimento è quello di aumentare il numero di cinghiali abbattuti in un’area di 50 chilometri, concordata con le amministrazioni competenti. L’importo, spiega il provvedimento, sarà erogato dalla direzione veterinaria di ogni Ats competente per ogni singolo cinghiale abbattuto. Il decreto del dirigente dell’Unità sanitaria veterinaria si inserisce nell’ambito di una iniziativa co-finanziata dall’Unione europea: il regolamento di esecuzione (Ue) 2021/605 del 7 aprile 2021 stabilisce infatti misure di controllo eccezionali per la Psa
L’iniziativa non è piaciuta alle associazioni animaliste, com’era facile prevedere. L’associazione Lndc Animal Protection tramite la presidente Piera Rosati parla di “ennesimo regalo alla lobby venatoria”, come si legge su Repubblica. Rosati continua: “Si premia con denaro chi uccide una femmina di cinghiale. Una misura che, per altro, potrebbe paradossalmente far aumentare la popolazione di questi animali, che vivono in branchi matriarcali, per cui abbattere un cinghiale matriarca è come dire a tutte le altre femmine del branco di predisporsi da subito a procreare in sua vece. Ormai è evidente che la caccia non è la soluzione. Le istituzioni dovrebbero trovare nuove misure per una convivenza pacifica con i selvatici”.
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