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Non ce la faccio piu' a vivere cosi'
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Lettera 
24 febbraio 2007 0:00
 
Sono ormai passati quasi due anni dalla maledetta diagnosi... "SLA" una sigla che non conoscevo e che nascondeva un mondo da incubo ,toccata a mio marito, un uomo di 61 anni dinamico,sportivo appassionato velista con un fisico da cinquantenne. Molto ammirato e pieno di voglia di vivere. SLA, sclerosi laterale amiotrofica, una condanna, tutto ti viene tolto, nel dicembre 2005 lui camminava ,guidava faceva una vita normale aveva un leggero handicap solo alla mano destra, oggi dopo 14 mesi e' completamente immobilizzato , a parte il collo e gli occhi, non puo' piu' parlare, la deglutizione e' faticosissima .. il respiro e' ancora buono ma non si sa ancora per quanto... un incubo..prigioniero in un corpo che non hai piu' ti resta il cervello integro e gli occhi che magicamente ti dicono tantissime cose... riesci a cogliere un infinita' di pensieri dal piu' dolce "grazie" e" ti voglio bene" al piu' disperato e doloroso "non ce la faccio piu' a vivere cosi'. Ho il conforto di avere una figlia di 26 anni che con amore e devozione mi aiuta e dolcemente assiste il suo papa' , nei limiti del suo tempo, lavora e ha la sua vita da non trascurare, anch'io lavoro anche se ho dovuto rinunciare a cose che richiedevano molto tempo ma non m'importa , il mio pensiero e' di aiutare in tutto e fino alla fine nel miglior modo possibile mio marito. Abbiamo la fortuna di non avere problemi economici almeno quello ci consente di avere degli aiuti aggiuntivi per tutti i problemi quotidiani che ci sono nell'accudire un invalido cosi' grave. Ma... ora il quesito che si presenta come un macigno nei nostri cuori e nella nostra mente una frase continua martellante e i suoi occhi che implorano sempre piu' spesso " basta aiutami a morire .." Ce lo dice attraverso la lavagnetta trasparente con l'alfabeto, ce lo dice con gli occhi... certe volte sfuggo il suo sguardo e mi sento vigliacca. Cosa faccio lui vuole l'eutanasia , potete consigliarmi? Rispondetemi vi prego ho bisogno di una risposta, so che si puo' fare in Svizzera ma a livello legale che faccio? Incorro sicuramente in sanzioni penali.. come faccio a tutelarmi nel caso dovessi decidermi a fare questo terribile passo. Vi ringrazio moltissimo e vi ringrazia anche Giorgio.. a presto Enza

Risposta:
Come sa, la legge italiana non ammette l'eutanasia attiva (omicidio del consenziente) punibile con 15 anni di carcere. In Svizzera e' legale il suicidio assistito, e vi sono organizzazioni che aiutano anche gli stranieri. Ma suo marito dovrebbe essere in grado non solo di viaggiare ma anche di assumere i farmaci autonomamente. Chi lo accompagna rischia, al suo ritorno, l'incriminazione per assistenza al suicidio. Vi e' pero' anche una strada legale: chiedere la sospensione delle terapie che lo tengono in vita (previa somministrazione di sedazione terminale). Sarebbe meglio cercare prima un medico disposto a farlo. Questo perche' se lo chiedesse alla persona sbagliata (magari ad un medico che ascolta il Papa piu' della stessa Costituzione italiana), suo marito potrebbe ritrovarsi al centro di un caso pubblico (come e' accaduto per Nuvoli). Allora le cose andrebbero per le lunghe. Infine, usi il nostro motore di ricerca sul sito clicca qui per trovare ulteriori notizie e spunti. Ci auguriamo davvero che suo marito possa trovare presto chi e' disposto a rispettarne la volonta', qualunque essa sia.
 
 
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