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Alitalia. The Brightest star in the sky
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Comunicato di Vincenzo Donvito
24 giugno 2020 17:20
 
  Correva l’anno 2008, il governo Berlusconi, con grande consenso tra maggioranza ed opposizione, emanò il decreto “Salva Alitalia”. La compagnia di bandiera non fu venduta ad Air France e si fecero avanti i “Capitani coraggiosi”.
I fatti nel periodo 2008-2020, sono noti (1), e fanno parte dei numerosi capitoli delle nostre vergogne nazionali.
Corre l’anno 2020, addì 24 giugno, la ministra ai Trasporti ed Infrastrutture, Paola De Micheli, rispondendo ad un Question Time alla Camera: La futura Newco di Alitalia si dotera' di un piano industriale che, in assoluta discontinuita' con i precedenti modelli, consentira' all'Italia, nel rispetto dei principi di concorrenzialita' e di libera iniziativa economica, di disporre di una compagnia aerea in grado di contribuire alla ripresa economica del Paese, ma soprattutto di competere sul mercato internazionale del trasporto aereo" (2).

Nello specifico
tra le norme per il lancio della newco ce ne sono due che sono una “chicca” di concorrenzialità e libero mercato:
La prima prevede che i singoli aeroporti cosiddetti “minori” applichino a tutti i vettori le stesse tariffe; la seconda che tutte le compagnie che operano in Italia debbano applicare il contratto collettivo nazionale praticato da Alitalia.
Nel primo caso, al di là dell’apparenza di equità, significa che vengono annullate le facilitazioni che i singoli enti locali concedono alle compagnie low cost per farle operare da scali che convogliano nelle località turistiche decine di migliaia di passeggeri.
Nel secondo caso si obbligano le compagnie low cost ad applicare stipendi ben superiori a quelli praticati negli altri Stati europei, stipendi che sono comunque nelle norme del diritto italiano. La norma del decreto rilancio rischia di trasformarsi in un’ondata di licenziamenti e abbandoni degli scali italiani.

La nostra ministra, dimentica di questi particolari, o forse proprio per questi particolari, annuncia che Alitalia sarà
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in un mercato, tra l’altro, in totale dèbacle e con prospettive più nere dell’oggi. Dove gli investimenti sono solo per salvare il salvabile dell’esistente…. Che non ci sembra – esistente - sia il caso di Alitalia. Dove un qualunque investitore direbbe che sarebbe meglio, con quei soldi dei contribuenti, riparare le buche delle strade delle città che già oggi sono piene di biciclette e monopattini acquistati col relativo bonus.

Questi sono i nostri governanti. Queste sono le nostre opposizioni. Queste le politiche per una nuova economia che non sia solo ripresa del passato (oh, lo ha detto il premier Giuseppe Conte, non noi).

1 – qui una nostra fotografia
2 - agenzia Ansa
 
 
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