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Aborto/RU486. Smarriti nei corridoi della Regione Toscana...
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Comunicato di Redazione
14 dicembre 2021 15:26
 
Nel giugno del 2020 la giunta della Regione Toscana approvò una delibera sulla somministrazione della pillola abortiva RU486 anche negli ambulatori (1).
Che cosa è successo? A parte il presidio Palagi di Firenze, per il resto nulla. E questo in un contesto in cui una recente indagine ha rilevato come anche in Toscana ci sono diverse criticità per la pratica dell’aborto non solo farmacologico, causa dilagare del personale sanitario obiettore di coscienza (2).
Lo scorso 28 settembre un gruppo di associazioni ha sollecitato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, perché si desse attuazione alla delibera approvata nella precedente consigliatura. Ad oggi… nessuna risposta (3).

Ci torna anomalo e deprimente che dopo oltre 40 anni dall’approvazione del diritto all’aborto si debba ancora rivendicare la sua applicazione.
Nello specifico, l’interruzione farmacologica (RU486), universalmente riconosciuta come meno invasiva, più tempestiva e più economica della chirurgica, nonostante abbia avuto dei pionieri nella Regione Toscana, oggi segna il passo. E lo segna proprio in uno dei capisaldi del diritto, quello della donna di disporre di se stessa nei tempi e nei modi che le sembrano più consoni (la scelta del servizio ambulatoriale, per l’appunto). Se consideriamo che a suo tempo l’approvazione della delibera era proprio in questo spirito (“la nostra storica impostazione” diceva l’allora presidente Rossi), la vicenda appare anche preoccupante.
Sarà forse che, pur se al momento sospese, la Regione Toscana ha erogato alcune centinaia di migliaia di euro per associazioni antiabortiste che dovrebbero “coadiuvare” i consultori?
Sarà che la precedente Giunta Rossi non ha fatto in tempo e l’attuale Giunta Giani ha dei dubbi nel rispettare i termini di esecuzione, financo ignorando le sollecitazioni?

Ci si dica qualcosa. Altrimenti la non-attuazione e il silenzio parlano da soli.

NOTE
1 – tono soddisfatto e trionfalistico dell’allora presidente Enrico Rossi: "La Toscana sarà la prima Regione a prevedere la somministrazione della Ru486 al di fuori dell'ospedale…. E' un passo avanti importante per estendere ulteriormente un'appropriata prestazione sanitaria, in linea con la nostra storica impostazione. Fummo i primi a partire acquistando la Ru486 all'estero, ritenendola più sicura dell'aborto chirurgico. Poi nel 2014 il Consiglio sanitario regionale adottò un parere, dichiarando non necessario il ricovero ospedaliero, ed ecco l'evoluzione che era tanto attesa".
https://www.toscana-notizie.it/-/pillola-abortiva-in-toscana-presto-possibile-anche-negli-ambulatori
2 – Associazione Luca Coscioni: https://www.associazionelucacoscioni.it/cosa-facciamo/aborto-e-contraccezione/aborto
3 - Qui il testo dell'appello delle associazione al presidente Giani
 
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