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RICERCA STAMINALI EMBRIONALI. E DOPO LA GERMANIA?
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Comunicato di Vincenzo Donvito
12 aprile 2008 0:00
 
La Germania ha deciso, con una maggioranza bipartisan del Bundestag di cui hanno fatto parte la cancelliera Angela Merkel e il ministro della Ricerca Annette Schavan (entrambe cristiano-democratiche) , di consentire la ricerca sulle staminali embrionali importate dall'estero e ottenute prima del 1 maggio 2007. Ad oggi potevano essere utilizzate solo le staminali embrionali prodotte prima del 2002. (1). Un metodo un po' pilatesco di affrontare il problema della ricerca senza senza dare spazio alle strazianti risse bioetiche che si sviluppano abitualmente su queste questioni. Pilatesco ma che apre il mercato tedesco ad un filone di ricerca con grande potenzialita' risolvendo anche in parte il problema degli embrioni sovrannumerari da fecondazione assistita, altrimenti destinati alla distruzione. Cosa che invece continua ad accadere puntualmente in Italia, nonostante, a causa delle forti limitazioni imposte dalla legge 40 sulla fecondazione assistita, la questione appaia meno pressante. Nel nostro Paese di queste preziose cellule ce ne sono sempre meno, fatto che qualcuno interpreta come la risoluzione del problema.
L'aspetto importante e interessante e' che il Bundestag e' giunto a questo voto in totale liberta': i partiti non hanno dato indicazioni nonostante le forti pressioni della Chiesa cattolica perche' si votasse contro. Un tema che e' quindi stato affrontato serenamente e facendo appello a coscienze, sensibilita' e conoscenze individuali e non di appartenenza. Una dinamica che riprende quanto sta gia' accadendo negli Usa dove, dopo campagne elettorali di scontro frontale, la scelta individuale sembra essere quella piu' considerata; tant'e' che nella campagna presidenziale in corso la questione e' praticamente scomparsa, non perche' un tabu', ma perche' tutti i candidati presidenziali, democratici e repubblicano, sono favorevoli a questo tipo di ricerca.
Nella nostra campagna elettorale, al contrario, e' stato un tema volutamente rimosso o comunque molto marginale. Ma il problema esiste e il nuovo Parlamento non potra' non tenerne conto, salvo confermare la sua arretratezza scientifica che stimola la fuga dei cervelli verso l'estero -da oggi, anche verso la Germania. In un certo senso, a cose fatte e "bocce ferme", forse e' stato meglio: ci siamo risparmiati molte di quelle orrende fesserie che caratterizzano le prese di posizione -o i silenzi- di tanti deputati che nascondono il loro sentimento antiscientifico dietro una presunta religione della scienza. Il prossimo Parlamento sara' quindi piu' sereno e meno schierato in materia (quantomeno non dovranno essere mantenute le promesse elettorali). Ci auguriamo che, anche grazie a questo, si arrivi a legiferare in modo bipartisan sulla questione.
E' bene ricordare che nella vicina Spagna, il ministro della Salute e' Bernat Soria (uno dei massimi scienziati sulla ricerca con le staminali embrionali), mentre il ministro dell'Innovazione e Scienza e' Cristina Garmendia (biologa molecolare e ricercatrice in materia).
Grazie Germania...  
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