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 ITALIA - ITALIA - Eutanasia. Viale denuncia a ordine medici per informazioni a Marina Ripa di Meana
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8 gennaio 2018 10:37
 
"Se e' vero che Marina ha saputo solo il 27 dicembre della possibilita' di morire con l'ausilio di una sedazione terminale, altrimenti detta palliativa, questo e' un scandalo e l'Ordine dei Medici di Roma non puo' rimanere in silenzio. E' una questione di decoro deontologico e professionale". Sulla morte di Marina Ripa di Meana interviene il medico Silvio Viale, esponente radicale, responsabile del Comitato Scientifico di EXIT-Italia e membro della Direzione Nazionale dell'Ass. Luca Coscioni, che da oltre 20 anni si occupa di eutanasia e fine vita. E preannuncia un esposto all'Ordine dei Medici della provincia di Roma. Viale sottolinea che la sedazione terminale "e' possibile da anni, ben prima della attuale legge, e ogni buon medico ha il dovere di informare. Peraltro, la cattiva informazione data alla signora Marina Ripa di Meana ha contribuito a creare confusione tra la sedazione profonda di malati terminali, o con patologie refrattarie alle terapie palliative, e la assunzione, o somministrazione, di farmaci in dosi adeguate a provocare la morte. Essendo giunta in una fase finale della propria vita avrebbe potuto essere aiutata sia mediante il suicidio assistito e sia mediante la sedazione terminale, entrambi eseguili a casa sua accompagnata dalle persone a lei piu' care". Viale aggiunge quindi che "il punto e' che in Italia il suicidio assistito non e' legale, mentre lo e' la sedazione terminale. E' scandaloso e intollerabile che i medici curanti non abbiano mai informato la paziente delle possibilita' di assistenza quando la morte sarebbe stata imminente, costringendola a ipotizzare un impossibile viaggio per suicidio assistito e a conoscere solo il 27 dicembre che fosse possibile una sedazione profonda terminale a domicilio. Ritengo, quindi, un mio dovere inoltrare un esposto all'Ordine dei Medici della provincia di Roma". 
 
 
 
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