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Dal libro del dottor di Nepi "De eutanasia... lettera aperta di un laico ai laici"
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Lettera 
10 ottobre 2006 0:00
 
Dal libro del dottor di Nepi "De eutanasia... lettera aperta di un laico ai laici", capitolo ottavo, conclusioni.
1) La vita e' un mistero che ancora la Scienza non e' riuscita a decifrare sul come sia comparsa sulla Terra. Figli delle stelle? Figli di un Dio Maggiore? Sicuramente non figli del Caso. Pensare che la vita sia solo un fenomeno terrestre di fronte ad un Universo con miliardi di stelle, pianeti galassie e' come pensare che in un campo di grano ci sia ua sola spiga che dia chicchi!
2) l'uomo nel suo egocentrismo ha creato un Sistema antropocentrico basato su un'Eecologia superficiale. L'Umanita' deve creare un'Ecologia profonda. Ne va dela sopravvivenza della nostra specie. "Una minima devianza dalla verita' iniziale e' destinata a molttiplicarsi nel futuro migliaia di volte" Aristotele.
3) l'Uomo dotato di parola e di autoriflessione ha come patrimoni personale il libero arbitrio. Puo' suicidarsi, ma porpio per il suo libero arbitrio non puo' chiedere di essere ucciso.
4) Il malato terminale necesita di soluzioni che la societa' gli deve. Medici preparati all'evento, cure palliative (antidolore e psicofarmaci), attrezzature ospedaliere dal volto umano in cui trascorrere gli ultimi giorni con la dovuta consapevolezza e serenita' che il momento supremo richiede.
5) I medici del Mondo (senza frontiere... e senza politica) si riuniscan e trovino loro il modo di offrire al paziente terminale quando necessita rammentando sempre che anche loro un giorno saranno "terminali". Dai e fai per gli altri cio' che vorresti fosse fatto a te. Rainer Maria Rilke.
6) Abbiamo visto che le leggi statali codificate hanno sino ad oggi dato risultati incerti, contrastanti, aspetti talora disumani e contro ogni Etica. I medici non chiedono alle Autorita' di essere sollevati dalle responsabilita' di azioni indipendenti!
7) La vita e' legata profondamente alla Coscienza. Quando la vita sembra essere finita, nessuno ha sinora dimostrato che la Coscienza si sia contestualmente spenta dato che non e' mai stata localizzata. Termino con le parole di C.G. Jung: "Non ci si illumina pensando ad oggetti luminosi, ma portando a livello cosciente il nostro lato oscuro". Mi sia consentito un laicissimo "Cosi' sia".

Risposta:
Ringraziamo del suo contributo, che pubblichiamo su Cara Aduc e Vivere & Morire.
 
 
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