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Il caso Welby e' stato male impostato
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Lettera 
12 dicembre 2006 0:00
 
Ero alla riunione del 26/10 c.a. alla Luca Coscioni e ho preso la parola all'inizio seduta dichiarando la mia opinione sul testamento Biologico coincidente, guarda caso, con la posizione del sen. Marino. Ho dichiarato anche la mia opposizione alla Eutanasia come oggi viene proposta. Ho illustrato anche la mia denuncia- esposto all'Ordine dei Medici di Roma, che dopo lunga meditazione e' stata quanto mai elusiva. Lo scopo era far emergere l'Eutanasia Clandestina. Ve ne ho gia' inviata copia. A fine seduta(Marino assente, medico di Welby assente ecc.) mi sono offerto di praticare a Welby una anestesia profonda (Diprivan), anche se poco prolungata, che gli impedisse di soffrire la morte per soffocamento da lui giustamente temuta. Sedare il dolore e' opera divina secondo Ippocrate e qui' si arresta la mia opera. Non stacco la spina dato che questo atto anche se richiesto e' contrario alle mie convinzioni etiche e morali ( non ho detto religiose). Pannella era andato via ma per un amico sofferente quale e' Welby penso che si possa rischiare qualche cosa di piu' che saltare qualche pasto. Il caso Welby e' stato male impostato, male usato e continua ad esserlo sin quando verra' usato per fare leva in favore dell'Eutanasia. Ho anche mandato una lettera aperta a Welby e al Presidente Napolitano il 25/9/ c.a. ma mi sono trovato davanti i soliti muri di gomma eretti da Politici e Religiosi. E intanto il "Sociale" aspetta una risposta. Gradirei che quanto ho detto fosse letto con attenzione e che venga esposto con la dovuta evidenza: Non per farmi reclame su un caso pietoso ma per venirne a capo.
Luciana, da Roma

Risposta:
Ringraziamo della sua lettera che pubblichiamo su Vivere & Morire. Nel merito, le ricordiamo che Welby ha rinunciato a chiedere l'eutanasia attiva proprio per cercare di risolvere una contraddizione nel nostro ordinamento giuridico: da una parte la Costituzione che parla di liberta' terapeutica e autodeterminazione, dall'altra il codice Rocco che vieta l'omicidio del consenziente. La domanda e' quindi questa: il medico che stacca il respiratore (la sedazione non e' un problema, in quanto e' legale) segue giustamente la volonta' del paziente (Costituzione), o viola il codice penale e rischia da 6 a 15 anni di carcere? Ci pare che questa domanda, visto anche che molti medici dicono che interrompere la respirazione e' prassi ormai consolidata, che merita una risposta urgente. Lo sciopero della fame e' uno strumento importante di dialogo che sollecita l'interlocutore a dialogare, a trovare risposte precise. Le iniziative di Welby, oltre a trovare risposte che valgono e varranno per migliaia di persone, sono servite anche a far discutere di un tema, il fine vita, di cui si e' sempre discusso poco o niente. Non ci pare quindi di dover condividere il suo severo giudizio. Infine, per quanto riguarda la sua disponibilita' a sedare temporaneamente, siamo sicuri che sia stata apprezzata. Il problema e' che non e' questo che chiede Welby.
 
 
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