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 ITALIA - ITALIA - Manifesto "L'embrione come paziente" - 2 Febbraio 2002
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Documento 
19 settembre 2002 0:42
 
L'embrione come paziente
Dichiarazione dei Docenti delle 5 Facolta' di Medicina e Chirurgia, delle Universita' di Roma, promotori del Convegno sul tema L'Embrione come paziente svoltosi presso l'Universita' di Roma "La Sapienza", il 2/2/2002.
1. Nell'attuale panorama scientifico, il progresso delle tecnologie ultrasonografiche, della psicologia pre-natale e del braccio terapeutico ha aperto una grande finestra sulla vita prenatale, confermando l'evidenza che l'embrione/feto e' un vero e proprio soggetto. Attraverso la scienza medica, la vita prenatale si offre oggi agli occhi della madre, della coppia, della societa', che possono cosi' conoscere l'embrione/feto in tempo reale e con oggettivita' scientifica.
La ricerca scientifica, il progetto genoma uomo, lo studio dell'embriogenesi e delle basi molecolari delle diverse malattie e l'approfondimento delle dimensioni psicologiche della vita prenatale offrono concordanti evidenze che portano a considerare la vita umana come un continuo che ha nella fase embrionale e nell'invecchiamento l'inizio e la fine del suo percorso naturale.
2. Il neoconcepito si presenta come una realta' biologica definita: e' un individuo totalmente umano in sviluppo, che autonomamente, momento per momento, senza alcuna discontinuita', attualizza la propria forma realizzando, per intrinseca attivita', un disegno presente nel suo stesso genoma.
La formazione del neoconcepito, dalla fecondazione alla nascita e in tutto il processo di crescita e di sviluppo successivo, manifesta un finalismo progettuale. Il suo ciclo vitale e il suo sviluppo sono caratterizzati da tre proprieta' biologiche, ben conosciute: la coordinazione, la continuita' e la gradualita'.
La coordinazione e' un processo dove esiste una sequenza e interazione coordinata di attivita' molecolari e cellulari, sotto il controllo del nuovo genoma, che e' modulato da una cascata ininterrotta di segnali, trasmessi da cellula a cellula e dall'ambiente intra ed extra cellulare. Questa proprieta' implica e, ancora piu', esige una rigorosa unita' dell'essere che e' in costante sviluppo nello spazio e nel tempo.
La continuita', permette al nuovo ciclo vitale di procedere per eventi successivi l'uno all'altro e "senza interruzione".
La gradualita' e' una proprieta' che "implica ed esige una regolazione, che deve essere intrinseca ad ogni singolo embrione" e permette di raggiungere, gradualmente la forma finale.
Il determinismo, che si rivela dalle prime fasi, e' orientato verso un progetto ben preciso e finalizzato: determinismo e finalismo si toccano e si condizionano.
3. Pertanto, l'embrione si dimostra sin da subito protagonista del suo esistere biologico. Si e' dinanzi ad un vero e proprio protagonismo biologico, che si manifesta nella precisa dinamica dell'impianto, nell'orientamento dei processi di attivazione genomica dei vari tessuti e organi, nel colloquio biochimico, immunologico e ormonale" che caratterizza la placentazione.
Se le conoscenze della fisiologia embrio-fetale e della interazione madre-embrione sono state acquisite e indubbiamente migliorate, anche l'attuazione del braccio diagnostico e l'approccio terapeutico riguardo le eventuali condizioni patologiche, materne e fetali, ha subito una positiva evoluzione.
Gli studi e i risultati degli ultimi vent'anni hanno potuto validare una incredibile compliance del feto. In talune condizioni patologiche, e' stata utilizzata la terapia fetale non invasiva: farmaci e molecole, immesse nel circolo materno, raggiungono il piccolo paziente, per via transplacentare, espletando una terapia adeguata alle necessita' emodinamiche e biochimiche del feto, in base al peso, stimato ecograficamente. Esemplificazioni di tali terapie sono l'uso di farmaci antiaritmici nelle gravi tachiaritmie fetali e di farmaci antivirali per bloccare il passaggio verticale dell'infezione HIV.
Non meno importanti, si sono dimostrati gli approcci terapeutici, per via invasiva, ecoguidati, nelle gravi patologie fetali, come l'incompatibilita' Rh, le patologie malformative, con versamenti endotoracici ed endoperitoneali, le gravi uropatie ostruttive, le p-PROM precocissime, le patologie gozzigene ed altre ancora, che hanno cambiato completamente la loro storia naturale, in termini prognostici e al lungo follow up, grazie ad interventi infusionali o drenanti.
Si e' restituita, cosi', la capacita' gestazionale a molte pazienti, con risultati insperati fino a pochi anni orsono.
In una prospettiva a piu' lungo termine si pongono potenzialita' offerte dalla terapia genica somatica in utero.
Tutte queste nuove e importanti conquiste scientifiche devono svilupparsi nel rispetto dell'individualita' dell'embrione, con riguardo alla salute completa della madre, ed in una visione prospettica verso il divenire del nuovo individuo. Ognuna di queste risorse scientifiche e tecnologiche sottolinea e ribadisce la vita che inizia nell'embrione, la unicita' di questo nuovo essere vivente che inizia la sua interazione con l'ambiente, prima nel grembo materno, poi nel mondo esterno, in un divenire unico e specifico.
Il cammino della ricerca scientifica circa lo studio della vita dell'embrione e dei suoi rapporti con l'ambiente materno e sociale e' solo all'inizio.
4. I positivi traguardi della medicina embrio-fetale fin qui raggiunti ci sollecitano a progredire nella ricerca e ci rafforzano nell'impegno di: curare l'embrione ispirandosi agli stessi principi etico-deontologici propri di ogni altro intervento sanitario, garantendo, in tal modo, la stessa dignita' dovuta ad ogni paziente e le condizioni umane per crescere e svilupparsi;
diffondere nella cultura scientifica e sanitaria le esigenze della vita embrionale, come conquiste della ricerca e patrimonio di tutta l'umanita';
sensibilizzare i responsabili della sanita' pubblica a creare le strutture sanitarie necessarie a favorire un ambiente idoneo allo sviluppo dell'embrione, a cominciare dall'assistenza adeguata alla madre e alle dinamiche materno-embrionali;
rilanciare l'insegnamento dell'embriologia nell'itinerario universitario del personale medico-sanitario, come momento di particolare rilevanza formativa per la conoscenza e la maturazione di un adeguato rapporto con il paziente;
favorire ricerche interdisciplinari coinvolgendo tutte le componenti della societa' in modo che l'embrione sia conosciuto e accolto nella sua inviolabile dignita'.
vigilare sulla divulgazione delle informazioni che hanno come riferimento l'embrione e il feto in modo che la cultura dell'embrione "soggetto" possa diffondersi nella societa' italiana ed europea.


Prof. Adriano Bompiani, Universita' Cattolica del S. Cuore
Prof. Pierluigi Benedetti Panici, Universita' Campus Biomedico
Prof. Ermelando Vinicio Cosmi, Universita' di Roma La Sapienza
Prof. Bruno Dallapiccola, Universita' di Roma La Sapienza
Prof. Vito Fazio, Universita' Campus Biomedico
Prof. Salvatore Mancuso, Universita' Cattolica del S. Cuore
Prof. Massimo Moscarini, Universita' di Roma La Sapienza
Prof. Emilio Piccione, Universita' di Roma Tor Vergata
Prof. Domenico Arduini, Universita' di Roma Tor Vergata
Prof. Giuseppe Noia, Universita' Cattolica del S. Cuore
Prof. Giuseppe Benagiano, Universita' di Roma La Sapienza
Prof. Giovanni Pirone, Direttore Istituto di Medicina Sociale



2 Febbraio 2002
 
 
 
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