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 SVIZZERA - SVIZZERA - Zurigo. Procuratore generale su suicidio assistito: metodo con elio e' inguardabile, molto meglio il pentobarbital
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Notizia 
19 marzo 2008 0:00
 
Almeno quattro persone si sono tolte la vita in Svizzera ricorrendo ad un sacchetto di plastica riempito di elio, nuovo mezzo usato dalla discussa associazione di assistenza al suicidio Dignitas.
Il metodo permette di evitare la presenza di un medico che deve prescrivere il barbiturico sin qui utilizzato, ma il procuratore generale di Zurigo, cantone dove opera Dignitas, Andreas Brunner, si e' detto indignato ed ha chiesto norme chiare per l'assistenza al suicidio, ha riferito l'agenzia di stampa svizzera 'ats'. Come sempre, i responsabili di Dignitas hanno filmato le persone che si sono suicidate utilizzando elio ed hanno trasmesso le videocassette alla procura come prova di non aver commesso crimini. Le immagini sono 'al limite del sopportabile', ha detto Brunner. Si vedono persone che si mettono in testa un sacco di plastica riempito di elio. La morte interviene pero' soltanto dopo 'decine di minuti' di sussulti.
Brunner e' convinto che il pentobarbital sodico, sin qui utilizzato da Dignitas, sia molto piu' indicato per i suicidi assistiti. Dignitas ha utilizzato per la prima volta il nuovo metodo di suicidio assistito lo scorso 18 febbraio. I casi sinora noti alla giustizia zurighese sono quattro, ha precisato il procuratore generale aggiunto Juerg Vollenweider.
Dignitas e' l'unica organizzazione al mondo di accompagnamento al suicidio che offre i suoi servizi soprattutto a malati terminali provenienti dall'estero. Spesso e' stata accusata di alimentare il 'turismo della morte'. Recentemente, le sue attivita' avevano suscitato un acceso dibattito. Sfrattata da appartamenti e camere d'albergo, l'associazione elvetica di assistenza al suicidio era rimasta infatti senza locali e si era rassegnata ad operare a bordo di vetture. E nel novembre scorso, due tedeschi, di 65 e 50 anni, giunti in Svizzera per morire avevano dovuto assorbire la dose letale di pentobarbital sodico in un furgoncino stazionato in un parcheggio, suscitando reazioni indignate in Svizzera e in Germania.
In Svizzera, l'aiuto al suicidio passivo (il paziente e' accompagnato, ma compie da solo il gesto finale) non e' punibile se non e' compiuto per motivi egoistici. Sono due le principali associazioni di assistenza al suicidio, Exit e Dignitas.
Contrariamente alla prima che accetta di 'accompagnare'solo persone domiciliate in Svizzera, Dignitas sembra specializzata nell'assistenza al suicidio di malati provenienti da Paesi dove e' proibita, soprattutto tedeschi. Secondo dichiarazioni del segretario generale Ludwig Minelli, nel 2006 Dignitas ha aiutato 195 persone a togliersi la vita, di cui 120 provenivano dalla Germania.
 
 
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Almeno quattro persone si sono tolte la vita in Svizzera ricorrendo ad un sacchetto di plastica riempito di elio, nuovo mezzo usato dalla discussa associazione di assistenza al suicidio Dignitas.
Il metodo permette di evitare la presenza di un medico che deve prescrivere il barbiturico sin qui utilizzato, ma il procuratore generale di Zurigo, cantone dove opera Dignitas, Andreas Brunner, si e' detto indignato ed ha chiesto norme chiare per l'assistenza al suicidio, ha riferito l'agenzia di stampa svizzera 'ats'. Come sempre, i responsabili di Dignitas hanno filmato le persone che si sono suicidate utilizzando elio ed hanno trasmesso le videocassette alla procura come prova di non aver commesso crimini. Le immagini sono 'al limite del sopportabile', ha detto Brunner. Si vedono persone che si mettono in testa un sacco di plastica riempito di elio. La morte interviene pero' soltanto dopo 'decine di minuti' di sussulti.
Brunner e' convinto che il pentobarbital sodico, sin qui utilizzato da Dignitas, sia molto piu' indicato per i suicidi assistiti. Dignitas ha utilizzato per la prima volta il nuovo metodo di suicidio assistito lo scorso 18 febbraio. I casi sinora noti alla giustizia zurighese sono quattro, ha precisato il procuratore generale aggiunto Juerg Vollenweider.
Dignitas e' l'unica organizzazione al mondo di accompagnamento al suicidio che offre i suoi servizi soprattutto a malati terminali provenienti dall'estero. Spesso e' stata accusata di alimentare il 'turismo della morte'. Recentemente, le sue attivita' avevano suscitato un acceso dibattito. Sfrattata da appartamenti e camere d'albergo, l'associazione elvetica di assistenza al suicidio era rimasta infatti senza locali e si era rassegnata ad operare a bordo di vetture. E nel novembre scorso, due tedeschi, di 65 e 50 anni, giunti in Svizzera per morire avevano dovuto assorbire la dose letale di pentobarbital sodico in un furgoncino stazionato in un parcheggio, suscitando reazioni indignate in Svizzera e in Germania.
In Svizzera, l'aiuto al suicidio passivo (il paziente e' accompagnato, ma compie da solo il gesto finale) non e' punibile se non e' compiuto per motivi egoistici. Sono due le principali associazioni di assistenza al suicidio, Exit e Dignitas.
Contrariamente alla prima che accetta di 'accompagnare'solo persone domiciliate in Svizzera, Dignitas sembra specializzata nell'assistenza al suicidio di malati provenienti da Paesi dove e' proibita, soprattutto tedeschi. Secondo dichiarazioni del segretario generale Ludwig Minelli, nel 2006 Dignitas ha aiutato 195 persone a togliersi la vita, di cui 120 provenivano dalla Germania.
 
 
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