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 EUROPA - EUROPA - Mezzi elettrici. 130 milioni entro 2035
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2 ottobre 2022 15:04
 
In Europa ci saranno 130 milioni di mezzi elettrici entro il 2035. L'analisi di previsione messa a punto da EY (l’organizzazione globale di cui fanno parte le member firm di Ernst & Young global limited) guarda però anche a come alimentare questi veicoli, facendo presente che per sostenere la fame di 'elettricità' servirà investire sulle colonnine di ricarica fino ad avere almeno 34 milioni di punti di ricarica entro il 2030 (puntando a 65 milioni per il 2035). Il punto su cui si concentra lo studio è semplice: è necessaria un'adeguata infrastruttura di ricarica per far sì che la produzione di veicoli elettrici raggiunga il massimo delle capacità. Anche perché nel 2021 - viene spiegato - un quinto delle nuove immatricolazioni in Europa è stata elettrico. E se, al momento, i veicoli elettrici rappresentano l'1,5% dei 326 milioni del parco auto totale europeo, secondo le stime di EY la quota potrebbe crescere fino a 65 milioni di veicoli entro il 2030 e raddoppiare a 130 milioni entro il 2035. "Stiamo per raggiungere, in Italia come in Europa, un momento importante nell'adozione dei veicoli elettrici - afferma Giacomo Chiavari, EY Parthenon, Europe West Strategy & Transaction Energy Leader - le infrastrutture di ricarica e gli operatori del settore sono chiamati da una parte a rispondere alle nuove e dinamiche esigenze dei consumatori, dall’altra a cogliere un’opportunità di business che sta maturando". La crescita dell’e-mobility - fa presente EY - presenta delle opportunità trasversali a vari stakeholder e rispettivi settori. La collaborazione tra gli ecosistemi, in particolare dell’infrastruttura attorno ai veicoli elettrici, gioca un ruolo determinante per la crescita del comparto. Attualmente, ci sono 374mila punti di ricarica accessibili al pubblico in Europa, cresciuti del 40% nel 2021. Ma la distribuzione nelle varie aree geografiche rimane disomogeneo. Paesi come Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito rappresentano più del 60% del totale delle stazioni di ricarica accessibili al pubblico. Tuttavia, sono 10 i Paesi europei che non hanno una sola stazione di ricarica ogni 100 chilometri di strada. Secondo le previsioni di EY sugli Stati membri dell'Unione europea - oltre a Regno Unito, Norvegia e Svizzera - ci sarà bisogno di circa 14 milioni di caricabatterie entro il 2025, che diventeranno 34 milioni entro il 2030, e circa 65 milioni entro il 2035. I caricatori domestici - prosegue EY - faranno da apripista rappresentando l'85% dello stock complessivo, equivalente a quasi 30 milioni di caricatori entro il 2030 e 56 milioni entro il 2035. "La pianificazione dei sistemi di ricarica della mobilità elettrica - continua Chiavari - deve essere un esercizio orchestrato in modo da dare valore ai prossimi investimenti e installazioni. E' dunque fondamentale progettare un sistema di infrastrutture che sia disegnato intorno alle necessità e future abitudini dei clienti degli utenti, efficiente, attrattivo per gli investitori e sostenibile sul lungo periodo". Tra i fattori, legati in particolare all'infrastruttura di ricarica, che stanno consentendo alla mobilità elettrica di trasformarsi gradualmente per esempio il fatto che i produttori di apparecchiature originali già presenti e in fase di avvio offrono un'ampia gamma di veicoli elettrici per vari budget ed esigenze, così come i progressi tecnologici che hanno esteso la capacità della batteria dei veicoli elettrici per distanze maggiori e la continua proliferazione della rete di ricarica, oltre ai caricatori veloci stanno iniziando a essere presenti nelle città.
(La Presse)
 
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