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Coronavirus e mascherine. Come farsi belli facendo forse anche danni. Il caso Firenze e non solo
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Comunicato di Vincenzo Donvito
9 aprile 2020 14:19
 
  Le mascherine che tra qualche giorno saranno obbligatorie per tutti coloro che, in Toscana, entreranno il luoghi chiusi pubblici, sono in via di distribuzione. Dai Comuni della Toscana arrivano diverse segnalazioni sull’igiene rispettato o meno (per esempio: Empoli no, San Giovanni Valdarno sì).
La cosa più grave, però, è il capoluogo di regione, Firenze, dove le segnalazioni sull’approssimazione igienica delle mascherine consegnate ci arrivano e sono tutte univoche. Dopo le prime di ieri 8 aprile, anche oggi il tono è lo stesso: sena nessuna copertura igienica, inserite in una busta di carta del Comune.
L’appello/invito a rinsavire lo abbiamo già lanciato ed abbiamo capito, dall’assordante silenzio che ci è arrivato dall’amministrazione di Palazzo Vecchio, che è inutile continuare a perdere tempo: non gliene frega nulla dei nostri rilievi,vanno avanti come un treno”. Certo, non possono stare ad ascoltare tutti quelli che hanno qualcosa da dire, ci mancherebbe altro… ma è proprio qui che si vede quanto un’amministrazione è vicina o meno ai suoi amministrati. Oggi noi registriamo che hanno preso una iniziativa (con un ritardo pazzesco, ma questo al momento è un altro discorso) per cui possono andare a dire in giro che sono stati bravi e previdenti… ma per l’appunto “andare in giro a dirlo” ché il cittadino medio sa bene come fare la sua tara sulle cose che vengono dette da chi ha i poteri pubblici.

E’ come stamane, quando ero in fila per fare la spesa in un supermercato e c’era una signora che voleva a tutti i costi saltare la fila e si arrabbiava trattando male l’addetto del supermercato che disciplinava l’ingresso… la signora che ad un mio richiamo gentile al buon senso e al rispetto di tutti, invitandola a dire quale fosse la sua urgenza per dover scavalcare la fila e che se voleva io le davo il mio turno, mi ha risposto “lei si faccia i cazzi suoi”.
E’ come sempre stamane una farmacia in centro a Firenze che, nonostante la distribuzione gratuita delle mascherine in atto, chiedeva 70 euro per una confezione di 50 mascherine chirurgiche monouso.

A questo punto un solo consiglio per chi sarà costretto ad indossare le mascherine (grazie al mio amico medico al pronto soccorso che me l’ha suggerito): anche se sono state in ambiente non igienico (le buste del Comune, nella fattispecie), senza che ovviamente siano cascate, per esempio, sulla cacca di un cane abbandonata per strada da un padrone incivile, possono svolgere la loro funzione se tenute per 72 ore all’aria aperta.
Bene: aprite le finestre, è primavera, esponete le vostre mascherine e digiunate per 72 ore. Grazie Regione Toscana, grazie Comune di Firenze.
 
 
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