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Stati Uniti d'Europa. Recovery Fund: tra il dare e l'avere
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Articolo di Primo Mastrantoni
27 luglio 2020 12:00
 
 Dobbiamo tutelare l'Italia e gli italiani, si sente dire, in particolare dalla Germania, dalla Francia e dall'Olanda.

Vediamo.

Con il Recovery Fund (Next generation EU), l'Italia da contributore netto verso l'Europa diverrà beneficiario netto. 

L'Italia riceverà 81 miliardi di sussidi (a fondo perduto) e potrà accedere a prestiti per 127 miliardi, se richiesti, da restituire a tasso agevolato in 30 anni.
Così abbiamo chiarito i benefici per l'Italia.

Passiamo agli italiani.
Per la parte del Recovery Fund che riguarda i sussidi (quelli a fondo perduto, senza obbligo di restituzione), che sono debito a carico dell'Europa, la ripartizione è la seguente:
a) ogni italiano riceverà 500 euro;
b) ogni olandese verserà 930 euro:
c) ogni tedesco verserà 840 euro;
d) ogni francese verserà 400 euro.

Come è stato possibile?
 L'Unione europea si è fatta carico del debito comune dei vari Stati e ci saranno quelli che  riceveranno (es. l'Italia) e quelli che verseranno (es. Olanda, Germania e Francia).

La convinzione è stata che o ci salviamo tutti o affondiamo tutti e i Paesi in maggiore difficoltà devono essere aiutati. 

E' la prima volta che succede e per questo abbiamo definito l'evento come storico.

Come è stato fatto il conteggio per il sussidio?
Per differenza tra il contributo che l'Italia deve dare al bilancio europeo e i fondi che riceverà dall'Unione europea. Tale differenza è di 30 miliardi che suddivisi tra gli italiani fanno, appunto, 500 euro a testa. 
Stesso calcolo per gli altri Stati europei (contributori o beneficiari).

Questi soldi dovranno essere impiegati in programmi da presentare in sede europea e, una volta approvati, potranno essere realizzati nel nostro Paese. Ovviamente, ci sarà anche un controllo europeo sulle spese, considerato che siamo beneficiari di soldi altrui.

Eppure, qualcuno è contrario. Salvini paventa la fregatura, temendo un nuovo Mes, dimenticando che il Mes, lui medesimo, lo aveva approvato per ben due volte, nel 2011 e nel 2019.

Che dire? Che la paura trova terreno fertile nella disinformazione.
 
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