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Roma Capitale. Termovalorizzatori: la Raggi non li vuole ma ne possiede due
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Comunicato di Primo Mastrantoni
28 ottobre 2019 11:56
 
 Non volere i termovalorizzatori ma averne 2. Sembrerebbe una contraddizione ma l'incoerenza, quando è utile, è praticata.

Vediamo.

L'Acea, società partecipata dal comune di Roma al 51%, quindi istituzionalmente di proprietà della sindaca Virginia Raggi, possiede 2 termovalorizzatori: uno a san Vittore del Lazio e un altro a Terni (Umbria).

Come noto, i termovalorizzatori producono energia elettrica bruciando rifiuti. E' la sintesi della tanto declamata economia circolare: si utilizzano rifiuti, che non troverebbero altra collocazione che in discarica, per produrre energia da fornire a cittadini e imprese, diminuendo così l'utilizzo di fonti fossili per generare energia elettrica.

La sindaca Virginia Raggi, non vuole i termovalorizzatori, e con essa il suo capo politico Luigi Di Maio, e tanta è la sua avversione per questo tipo di impianti che, in occasione di una visita a Copenhagen (Danimarca) non è andata a visitare il nuovo termovalorizzatore sopra il quale c'è una pista da sci e al lato un sistema per le arrampicate, però 2 termovalorizzatori fanno comodo per gestire i rifiuti di Roma, così come fanno comodo i termovalorizzatori situati in Italia e all'estero.

Sicuramente la sindaca Raggi avversa l'inquinamento, ma non deve aver calcolato quanto inquinano i 200 camion che trasportano giornalmente i rifiuti romani in giro per l'Europa.

Intanto, a Roma i cassonetti sono pieni e ai lati si accumulano i sacchi di rifiuti. Qualche contenitore va a fuoco e altri sono rovesciati (sarà, un complotto anche questo), contribuendo al degrado cittadino, ormai in fase avanzata.

Il vento sta cambiando, tuonava la Raggi poco dopo la sua elezione. Vero, il vento è cambiato: ora è maleodorante.
 
 
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