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Stati Uniti d'Europa. Regole sanitarie e commerciali con la Cina
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Articolo di Primo Mastrantoni
27 marzo 2020 12:44
 
  Siamo tutti grati alla Cina per gli aiuti umanitari per questa emergenza sanitaria. Ringraziamenti che estendiamo a Russia, Cuba e, benché non ci sia stata evidenza mediatica, a Usa, Francia, Germania e Austria.

E' bene ricordare che il Coronavirus (SARS-CoV-2) è arrivato dalla Cina, così come il virus SARS-CoV nel 2002 e il virus H5N1 (aviaria) nel 2005.

Sorge un problema riguardante la provenienza virale. Il Coronavirus è arrivato dalla Cina verso l'Europa, gli Usa, la Corea e l'Australia, paesi che hanno intensi rapporti commerciali con la Cina stessa. 

Il Coronavirus ha origine naturale, ma ha trovato il modo di trasmettersi in zone dove è frequente il contatto dell'uomo con gli animali selvatici. Nel mercato di Wuhan (Cina) si vendono, appunto, animali selvatici e la correlazione con la trasmissione dell'infezione è plausibile.

Visti i danni sanitari ed economici provocati dal Coronavirus, ci sembra indispensabile che le relazioni commerciali con la Cina siano condizionate alla adozione di misure sanitarie in loco. La pressione, in tal senso, potrebbe arrivare da Usa e Unione europea. 

Considerato che gli europei continuano a muoversi in ordine sparso, meglio sarebbe  se la forza di persuasione fosse più incisiva, il che si può ottenere con  gli Stati Uniti d'Europa. Comprendere che l'unione fa la forza è alla portata di tutti.
 
 
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