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Stati Uniti d'Europa e Regno Unito. Brexit
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Articolo di Primo Mastrantoni
10 settembre 2020 13:17
 
  Cambiare le regole del gioco a gioco iniziato è da furbi e non da intelligenti: il risultato è che nessuno si fiderà del furbo, a meno di non essere allocco, o tenterà di ripagarlo con la stessa moneta.
Ci riferiamo al premier britannico, Boris Johnson.
Vediamo.
Nel Regno Unito, quattro anni fa si svolse il referendum per l'uscita dalla Unione europea. Votò SI il 52% degli elettori e si avviarono le procedure per una uscita concordata, in modo da evitare contraccolpi negativi per l'economia.
Dopo lunghissime trattative, si arrivò a un accordo sottoscritto dall'Unione europea e dal Regno Unito.

Ora, il premier Johnson vuole disconoscere l'accordo firmato dal lui stesso lo scorso anno e approvato dal Parlamento britannico a gennaio scorso.

La proposta di Johnson è stata definita come "violazione del diritto internazionale" da un suo ministro che, per protesta, si è dimesso dall'incarico. Stessa decisione del capo del Dipartimento legale del Governo britannico.

Alla memoria sovviene quanto dichiarava Johnson sulla diffusione della infezione da Coronavirus che si sarebbe risolta con l'immunità di gregge. Oggi vieta le riunioni di più di 6 persone anche in ambito casalingo.
Insomma, ha giocato alla roulette con la salute dei britannici, così come hanno giocato i nostrani Salvini e Meloni. Ricordate? Tutto aperto, poi tutto chiuso.

La rottura degli accordi avrebbe serie conseguenze per il Regno Unito perché esporta il 47% delle proprie merci in Europa. Inoltre, quale Paese si fiderebbe più di sottoscrivere accordi commerciali con il Regno Unito?
Ma, tant'è, Johnson gioca alla roulette anche con il portafoglio dei propri governati.

Mentre l'Europa si avvia sempre più verso l'integrazione, come provato dal piano per la Next Generation Eu, dagli interventi della BCE, del Mes, dello Sure e della Bei, il Regno Unito si avvia verso l'isolamento.
Non sarà splendido.

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