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Barriera corallina dell'Australia. 'Ecatombe catastrofica'
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Articolo di Redazione
19 aprile 2018 13:48
 
 Anno nero per la Grande Barriera corallina australiana. Questo gioiello del Patrimonio mondiale dell’umanita’ ha subito un’ecatombe “catastrofica” dei suoi coralli durante l’ondata di calore del 2016, minacciando la piu’ grande diversita’ della vita marina esistente fino ad oggi. Cosi’ uno studio della rivista scientifica Nature, pubblicato il 18 aprile. Circa il 30% dei coralli di tutta la barriera e’ morto durante l’ondata di calore che si e’ manifestata da marzo a novembre del 2016.
Iscritta al patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1981, la barriera si estende per circa 348.000 Km quadrati lungo la costa australiana e costituisce nel suo insieme il piu’ grande patrimonio di coralli al mondo.
Secondo lo studio, che costituisce un habitat per altre creature marine, il corallo e’ stato duramente compromesso dall’aumento della temperature dovuto al riscaldamento climatico.
“Cambiamenti radicali nelle varieta’ delle specie”
Terry Hugues, coautore dello studio e direttore del Centro di eccellenza per gi studi sulle barriere coralline dell’Universiat’ James Cook, ha spiegato all’agenzia France Press – AFP, che i piu’ minacciati sono i coralli ramificati, come i tavoli di corallo che forniscono i loro nascondigli per i pesci piu’ giovani. I coralli più suscettibili di trattenere lo shock sono lisci, a forma di melone. Questi coralli non hanno troppi problemi a costruire il loro scheletro ma "non sono molto utili per l'habitat".
Durante lo sbiancamento del 2016, i coralli della parte settentrionale della Grande Barriera hanno subito una serie di “morti catastrofiche”.
“Questo deperimento dei coralli ha provocato cambiamenti radicali nella varieta’ delle specie in centinaia di barriere individuali, dove le comunita’ di coralli delle barriere maturano e si diversificano trasformandosi in sistemi piu’ degradati, con solo qualche specie piu’ resistente che e’ sopravvisuta”, scrive Andrew Baird, un altro scienziato.
Lo sbiancamento e’ un fenomeno di deperimento che si manifesta con una decolorazione dei coralli. Sotto la pressione di fattori come il sovrariscaldamento, i coralli stressati espellono le alghe con le quali hanno una relazione simbiotica, e che forniscono loro colore ed energia.
Proteggere i coralli sopravvissuti
Lo studio fa appello alla protezione dei coralli sopravvissuti, stimati in circa un miliardo. “Sono proprio questi che possono rialimentare e ripopolare le barriere spopolate”, dive Hugues, aggiungendo che occorre migliorare la qualita’ dell’acqua riducendo l’inquinamento costiero. Gli sforzi per limitare il riscaldamento climatico, come l’Accordo di Parigi, sono anch’essi cruciali.
“Abbiamo registrato quattro episodi di sbiancamento (1998, 2002, 2016 e 2017) sulla Grande Barriera con un aumento complessivo di temperatura di 1 grado centigrado -sottolinea Hugues. Se continuiamo con le nostre emissioni come se niente fosse, non credo che la Barriera sopravvivera’”.
Le barriere coralline coprono meno dello 0,2% delle superfici degli oceani, ma sono abitate dal 30% di specie animali e vegetali marine, le proteggono dai predatori e servono loro da dispensa. Contribuiscono alla protezione delle coste, all’alimentazione degli uomini, nonche’ al turismo.

(da in lancio dell’agenzia stampa France Press – AFP del 18/04/2018)
 
 
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