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 USA - USA - Staminali embrionali, giudice blocca finanziamenti federali alla ricerca
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Notizia 
24 agosto 2010 10:45
 

Non è bastato neppure l'appoggio del presidente americano Barack Obama, la ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni ha incontrato un nuovo ostacolo.
Un giudice federale di Washington, ieri, ha deciso di sospendere le nuove norme previste dal governo del presidente sulle staminali, e in conseguenza di questo, ha bloccato i finanziamenti federali agli istituti di ricerca che le utilizzano.
Il giudice, Royce C. Lamberth, ha accolto il ricorso presentato da James Sherley, un ex ricercatore del Massachusetts Institute of Technology e altri, che si oppongono all'utilizzo di embrioni residuo delle cliniche della fertilità per ricavare cellule.
Nelle quindici pagine della sentenza il giudice dice che le nuove norme che prevedono i finanziamenti federali per la ricerca violano la legge che vieta la distruzione di embrioni. E si spinge oltre: finanziando la ricerca sulle cellule ricavate da embrioni il governo penalizza altri ricercatori che utilizzano metodi meno controversi, come le cellule staminali estratte dal midollo spinale di persone adulte, un settore che non avrebbe accesso ad adeguati finanziamenti.
La sentenza ha seminato scompiglio nelle cliniche universitarie americane, in particolare ad Harvard, uno degli atenei che ricevono finanziamenti pubblici per la ricerca. I vice rettore Kevin Casey si dice "profondamente deluso". Ma resta incertezza sul reale effetto dell'ingiunzione del giudice: devono essere bloccati progetti di ricerca in atto, o la sospensione vale soltando su quelli futuri?
La sentenza è un "passo indietro" per Leonard Zon, direttore del programma di ricerca sulle staminali del Children's Hospital di Boston. La cosa peggiore è la confusione che crea.
Non parla per ora invece Sherley, in vincitore, uno dei ricercatori del Boston Biomedical Research Institute. Nel 2007 fece uno sciopero della fame di 12 giorni per protestare contro il mancato sostegno del Mit alle sue iniziative contro i finanziamenti alle staminali. Sulla polemica pesava, agli occhi di Sherley, anche il sospetto di razzismo, allora l'unico afroamericano nella facoltà di ingegneria biologica.
'Il presidente Barack Obama ha detto in modo chiaro che si tratta di ricerche importanti, destinate a salvare vite umane', ha detto il vice-portavoce della Casa Bianca Bill Burton nel briefing quotidiano a Martha's Vineyard (Massachusetts), l'isola dove il presidente si trova in vacanza. 'Stiamo esaminando la decisione del giudice - ha aggiunto Burton nella prima reazione della Casa Bianca alla sentenza - stiamo passando in rassegna le opzioni disponibili'.
 

Un po' di storia
- Era il 9 marzo del 2009 quando Barack Obama disse sí alla ricerca sulle cellule staminali ricavate da embrioni umani, pagata coi fondi pubblici; una decisione da uomo credente, che condannava le "false distinzioni" dell'amministrazione Bush fra scienza e valori morali. "Le restrizioni sui finanziamenti federali per la ricerca sulle cellule staminali saranno eliminate", aveva detto il presidente degli Stati Uniti.
Obama consentiva la ricerca federale su tutte le colonie di staminali già esistenti, ma non, ad esempio, l'estrazione di nuove staminali dagli embrioni sovrannumerari. L'ordine esecutivo - l'equivalente di un decreto presidenziale, non legifera ex novo, ma si limita a precisare le volontà presidenziali sulle leggi esistenti. Sul tema, le leggi erano due.
La prima, col nome di Dickey-Wicker risale al 1996; da allora i parlamentari l'avevano rinnovata ogni anno. Metteva al bando la ricerca finanziata da soldi pubblici sia se mirava a creare embrioni umani (come avviene regolarmente nelle cliniche per la fecondazione assistita) sia se rischiava di distruggere, eliminare o danneggiare embrioni.
Nel 2001, con un compromesso accuratamente lavorato, il presidente Bush aveva accettato il principio che il denaro pubblico puó essere usato per la ricerca soltanto se effettuata utilizzando un piccolo numero di colonie di staminali (21 in tutto) già esistenti perch‚ già estratte prima dell'agosto di quell'anno. Questa è la norma che Obama aveva revocato, consentendo la ricerca pubblica su tutte le linee di staminali prodotte nel frattempo dai laboratori privati. (Apcom)

COMMENTI
 
"A lungo termine, l'impatto di questa ingiunzione si traduce in un sostanziale altola' alla maggior parte della ricerca sulle cellule staminali negli Stati Uniti", protesta Irving Weissman, direttore dello Stanford Institute for Stem Cell Biology and Rigenerative Medicine, citato dal 'Los Angeles Times'. Nessun commento, per ora, ne' dai National Institutes of Health (Nih) ne' dall'amministrazione Obama, che potrebbe decidere di presentare un appello o di rivedere le linee guida originarie. La palla passa ora al Dipartimento di giustizia che ieri, riferiva la portavoce Tracy Schmaler, stava esaminando l'ingiunzione per decidere il da farsi.
 
"Da un punto di vista scientifico, credo sia strano continuare a insistere con la ricerca sulle cellule staminali embrionali, quando esiste una valida alternativa rappresentata dalle staminali adulte riprogrammate (pluripotenti indotte o Ips), che offrono le stesse funzionalita' senza dover distruggere embrioni o crearne appositamente". E' il parere del genetista Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell'ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma.
In attesa che il presidente Barack Obama decida come procedere, dopo aver dato il via libera alle ricerche non appena salito alla Casa Bianca, cancellando il divieto imposto da George W. Bush, "e' normale che con il passaggio da una presidenza all'altra - dice Dallapiccola all'Adnkronos Salute - le questioni etiche" tornino a galla ed e' ancora piu' "chiaro che la ricerca sulle cellule staminali embrionali solleva delle perplessita' da parte di qualcuno", aggiunge l'esperto.
"Ma oggi, anzi da circa un paio d'anni - ricorda lo scienziato - abbiamo la possibilita' di creare cellule adulte riprogrammate che sono state in grado di creare dei topolini ex novo, che a loro volta si sono riprodotti. Insomma, hanno a tutti gli effetti le funzionalita' delle cellule embrionali". Questo stop negli Usa, secondo il genetista, "e' un passaggio, un intervallo in attesa che venga rivisto tutto. Ma non si deve considerare un 'lutto' il fatto di abbandonare la ricerca sulle staminali embrionali", conclude.

"Barack Obama non faccia passi indietro. Mollare ora sarebbe una follia, perche' ormai abbiamo capito che cosa possono fare le cellule staminali embrionali: almeno al momento, nessun'altra staminale sembra in grado di fare altrettanto". E' diretto Oltreoceano l'appello accorato di Elena Cattaneo, paladina italiana della ricerca sulle 'cellule bambine'. 
La decisione del giudice Royce C. Lamberth e' "sorprendente e preoccupante", commenta Cattaneo all'Adnkronos Salute. "La ricerca avanza a suon di evidenze scientifiche, non di proclami", precisa l'esperta dell'universita' degli Studi di Milano, da sempre in prima linea contro il rischio che "scelte ideologiche" possano ostacolare scoperte potenzialmente utili al futuro trattamento di malattie ancora oggi senza cura.
Secondo Cattaneo, nessuna ideologia puo' e deve essere la logica da cui dipende l'avanzamento della ricerca. E "nessuna linea di studi che produce risultati puo' essere bloccata a priori", incalza la scienziata. La posizione dei due ricercatori che hanno fatto ricorso, lamentando che autorizzare l'impiego di fondi pubblici per gli studi sulle staminali embrionali penalizza la ricerca sulle staminali adulte, "e' assurda perche' la ricerca va sostenuta a 360 gradi. Entrambi i filoni vanno percorsi, nessuno va bloccato a priori", insiste. 
"La ricerca sulle staminali embrionali umane ha gia' prodotto molti risultati concreti", osserva Cattaneo. E' proprio "grazie all'esperienza guadagnata in 10 anni di studi su queste cellule", ricorda, che "si e' riusciti per esempio a 'ringiovanire' cellule della pelle, riportando indietro il loro orologio biologico in modo da ottenere cellule adulte riprogrammate" che si comportano in modo simile alle staminali 'factotum'. Inoltre, "la ricerca sulle staminali embrionali ha permesso di ottenere cellule specializzate (neuroni e cellule cardiache) come nessun altro filone di studi su altre staminali ha mai consentito di fare finora".
Questo non significa che la ricerca sulle staminali adulte vada interrotta a favore di quella sulle embrionali, puntualizza la scienziata. "Le staminali adulte sono utili per alcuni scopi - conferma - ma non si possono sostituire alle embrionali per altri. Da sempre queste due linee di ricerca si fertilizzano l'una con l'altra, e cosi' deve continuare a essere perche' la ricerca che vale va sostenuta tutta". Di piu': "Va finanziata con fondi pubblici e capirlo e' stata la grande forza di Obama. Se un finanziamento e' pubblico, infatti, vuol dire che il risultato torna al pubblico. E' di tutti e puo' essere messo a disposizione anche di chi lo vuole contestare. Solo cosi' si gioca a carte scoperte, in completa trasparenza".
Fedele a questo principio, in passato Cattaneo e due colleghe (Elisabetta Cerbai dell'universita' di Firenze e Silvia Garagna dell'universita' di Pavia) hanno portato davanti a Tar e Consiglio di Stato una decisione del Governo italiano, di escludere le staminali embrionali umane da un bando di ricerca ministeriale. La richiesta d'urgenza e' stata bocciata, ma "la sentenza finale sul ricorso e' attesa nei prossimi mesi, in ottobre o novembre", stima la scienziata milanese. "Io non mi sento assolutamente di mollare", promette. E nemmeno Obama, auspica, dovrebbe farlo.

La ricerca sulle staminali embrionali "e' una necessita' irrinunciabile", non tanto per le terapie che sara' possibile mettere a punto utilizzando queste 'cellule bambine', ma "soprattutto perche' dalle embrionali parte l'unica strada che consente di portare le malattie in provetta e riuscire cosi' a carpirne i segreti e metterle al tappeto". Il biologo Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, accoglie con estremo dissenso lo stop ai finanziamenti pubblici Usa.
Una "cattiva notizia", a detta del ricercatore che tuttavia appare ottimista: "Obama la spuntera'. Sono certo che non si fermera' di fronte a questo blocco e la Corte Suprema gli dara' ragione".
A turbare Redi anche il fatto che a promuovere il ricorso contro una delle prime decisioni assunte da Barack Obama alla Casa Bianca ci siano, oltre a gruppi di cittadini cristiani attivisti, due ricercatori che si occupano sempre di staminali, ma prelevate da tessuti adulti. "C'e' un chiaro conflitto d'interessi da parte di due studiosi che hanno prestato il fianco a un giudice che rischia di ostacolare il corso della storia mosso da mere convinzioni ideologiche".
E a chi afferma che di studi sulle embrionali non ci sia piu' bisogno dopo che la scienza e' giunta a 'ringiovanire' staminali adulte, il ricercatore ribatte che in realta' le staminali adulte riprogrammate (pluripotenti indotte o Ips) "non sono affatto equivalenti alle embrionali. Non esiste un solo lavoro che provi questa equivalenza, che di fatto non esiste, non c'e'".
Non solo. Anche percorrere la strada delle staminali adulte da riportare allo stato di 'cellule bambine' "comporta le necessita' inalienabile di avere delle embrionali con cui avviare il confronto.
Il bisogno di lavorare su queste cellule e' pertanto un dato di fatto. Bisogna che tutti ne prendano coscienza e che cio' avvenga il prima possibile".

Le norme varate dall'amministrazione Obama in materia di ricerche sulle cellule staminali embrionali violerebbero la legge che vieta la distruzione di embrioni: sulla base di tale assunto il giudice distrettuale Royce C. Lamberth ha sospeso le norme, di fatto bloccando gli stanziamenti di denaro pubblico destinati a tale settore. La notizia - che negli Stati Uniti e' gia' al centro di polemiche nel mondo scientifico e politico - e' riportata in modo sintetico ma dettagliato anche dall'Osservatore romano, che titola: "Bloccati gli stanziamenti alla ricerca sulle staminali embrionali". Il quotidiano riporta anche una lettera che il cardinale Daniel N. DiNardo, presidente della Commissione episcopale per le attivita' pro vita, ha inviato ai membri della Camera dei Rappresentanti per chiedere sostegno al "No Taxpayer Funding for Abortion Act".
"Per il giudice Royce Lamberth - riporta l'Osservatore - quella sulle staminali 'e' chiaramente una ricerca dove un embrione viene distrutto'.
L'azione legale e' stata intentata contro il National Institute of Health ed e' appoggiata da alcuni gruppi contrari alla ricerca sugli embrioni. L'ingiunzione emessa ieri e' solo preliminare ma comunque in grado di bloccare il via libera ai finanziamenti concesso da Obama. Il punto chiave e' il cosiddetto emendamento Dickey-Wicker che il Congresso statunitense vota ogni anno in aggiunta alla normativa sul bilancio, e che vieta l'uso di fondi federali per distruggere embrioni umani. L'amministrazione Obama puo' ora presentare appello o riscrivere le regole per la ricerca sulle staminali embrionali. Un portavoce del dipartimento alla Giustizia ha detto che l'amministrazione sta esaminando la decisione del giudice e non ha voluto fare commenti. Nessuna dichiarazione e' stata diffusa dalla Casa Bianca".
Il cardinale DiNardo scrive: "L'H.R. 5939 fara' diventare legge una linea di condotta adottata nella pratica, sulla quale c'e' stato sempre un forte consenso popolare e congressuale da piu' di trentacinque anni: il governo federale non deve utilizzare il denaro dei contribuenti per sostenere l'aborto volontario".
Sottolinea quindi che "alcune persone suppongono che questa posizione si rifletta gia' nella legge statunitense. Alcuni hanno a torto sostenuto, durante il recente dibattito sulla riforma sanitaria, che non c'era alcun bisogno di restrizioni sui fondi per l'aborto nella nuova legislazione sanitaria, perche' questa questione era gia' stata risolta con l'emendamento Hyde che preclude il denaro per gli aborti volontari. Ai fondi federali úprosegue il porporato ú viene adesso impedito di finanziare gli aborti per mezzo di clausole addizionali di varie altre leggi sugli stanziamenti dei fondi in bilancio oltre che da disposizioni inserite in una specifica legislazione per le autorizzazioni per il ministero della difesa, il Programma assicurativo per la salute dei bambini, l'assistenza agli stranieri (...)".

La ricerca sulle staminali embrionali? "Ormai e' deperita, un ramo morto". Dopo lo stop ai finanziamenti pubblici Usa agli studi sulle 'cellule bambine', "non c'e' certo da strapparsi le vesti, alla luce del fatto che questo tipo di ricerca non si e' rivelata una frontiera rivoluzionaria della scienza". Cosi' il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella commenta all'Adnkronos Salute.
Il 'disco rosso' giunto nelle scorse ore "ricalca - ricorda Roccella - un pronunciamento del Congresso sui fondi federali all'epoca Clinton. Il che mi porta a dedurre che si tratti di una decisione fondata". E le polemiche che l'hanno seguita "sono solo residuali" o legate ai "risvolti economici" della vicenda, considerando, tra le altre cose, che "la campagna elettorale di Obama e' stata finanziata da determinate aree che ora chiedono un occhio di riguardo", osserva il sottosegretario.
Ma secondo Roccella, "oltre a creare problemi enormi dal punto di vista etico, la ricerca sulle embrionali ha fallito il suo piu' grande scopo, quello della clonazione terapeutica, dando tra l'altro luogo a una delle piu' grandi truffe che il mondo scientifico ricordi", afferma riferendosi al caso dello scienziato sudcoreano Hwang Woo-suk.
Quanto ai nuovi filoni di ricerca che hanno per protagoniste le 'cellule bambine', Roccella ribadisce: "Non credo affatto che sia questo l'unico modo per perseguire alcuni risultati. L'indirizzo prevalente - secondo il sottosegretario - passa attraverso le staminali adulte pluripotenti indotte o Ips, che offrono le stesse funzionalita' senza dover distruggere embrioni o crearne di nuovi".
Per eventuali confronti o studi ad hoc sulle staminali embrionali, "bisogna utilizzare quelle gia' esistenti - precisa Roccella - di certo non creare nuovi embrioni". Questa seconda opzione "creerebbe problemi etici e giuridici enormi - conclude - per portare avanti un tipo di ricerca che e' assolutamente sostituibile".
 
 
 
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