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Staminali embrionali e finanziamenti federali, era meglio quando c'era Bush?
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Articolo di Redazione
15 marzo 2010 13:29
 
A un anno da quando il presidente Usa Barack Obama ha annunciato di aver rimosso il divieto di nuovi finanziamenti federali alla ricerca con le staminali embrionali voluto dal suo predecessore George W. Bush nel 2001, alcuni scienziati lamentano che ad oggi questa nuova politica si è rivelata più un ostacolo che un incentivo.
"La situazione al momento è peggiore di quella che avevamo con l'Amministrazione Bush", ha detto Charles Murry, docente di patologia e bioingegneria dell'University of Washington. "E per questo motivo, dovremo continuare a perdere molto tempo".
La questione riguarda principalmente il destino delle 21 linee cellulari create prima del 2001 a cui Bush aveva destinato gli ultimi finanziamenti federali. L'obiettivo dell'ex presidente era quello di scoraggiare un tipo di ricerca che molti leader religiosi avevano bollato come sacrilega perché causava la distruzione di embrioni umani.
Con le nuove linee guida volute da Obama e emanate lo scorso anno dal National Institutes of Health (Nih), le linee cellulari che chiedono fondi pubblici devono rispettare standard molto restrittivi. Ad esempio, i ricercatori devono assicurarsi che tutte le coppie che hanno donato embrioni per la creazione di linee cellulari siano pienamente informati sulle altre opzioni. Queste nuove linee guida mettono a rischio le 21 linee cellulari su cui sono già stati spesi milioni di dollari e anni di ricerche, linee create in un epoca in cui non esistevano standard così stringenti.
Ironicamente, quindi, la nuova politica voluta da Obama per incentivare la ricerca sulle staminali embrionali sta di fatto bloccando i finanziamenti federali alle uniche linee cellulari su cui si sta concentrando da un decennio l'attenzione della comunità scientifica.
Ad oggi, il National Institutes of Health ha approvato finanziamenti federali per 43 nuove linee cellulari, di cui solo una appartenente alle 21 create prima del 2001.
"Stiamo perdendo l'accesso per un periodo indefinito a quelle linee a causa di questo procedimento burocratico," ha detto Timothy J. Kamp, direttore del centro di ricerca sulle staminali della University of Wisconsin. "Sono al fonte principale per molti nei nostri studi". Kamp chiede che le linee guida siano modificate per sanare la posizione di linee cellulari datate, oppure offrire un periodo di grazia di due anni per mettere insieme il materiale da sottoporre al Nih.
Dal canto suo, Nih replica facendo presente che le linee guida sono state progettate per rendere la transizione il più facile possibile pur rispettando alcuni paletti etici. "Comprendiamo bene i motivi alla base delle richieste dei ricercatori", ha detto Lana Skirboll, direttrice dell'ufficio Politiche sulla scienza del Nih. "La nostra responsabilità consiste nell'assicurarsi che si faccia ricerca su linee cellulari create responsabilmente... Dobbiamo seguire un procedimento e lo stiamo facendo il più velocemente possibile".
Ora i ricercatori devono scegliere se aspettare l'approvazione delle vecchie linee cellulari, oppure sostituirle con delle nuove già approvate. Questa seconda strada è già stata scelta da alcuni studiosi, come il professor Michael Kyba della University of Minnesota. Kyba aveva ricevuto un finanziamento di 500mila dollari, ma per poterne usufruire ha dovuto abbandonare una delle 21 linee e adottarne una nuova. Questo significa doppio lavoro per l'equipe di Kyba, che dovrà nuovamente replicare tutto il lavoro che aveva già svolto sulla vecchia linea. "L'errore che hanno fatto è pensare che cambiare linea sia facile. In alcuni casi è così, ma spesso causa grosse perdite di tempo".
Alcuni ricercatori hanno passato anni a studiare quelle specifiche linee, e modificarle con pazienza certosina per produrre alterazioni genetiche necessarie per i loro studi.
"Ora dobbiamo ripartire da capo e investire tempo e energie per creare un set di strumenti interamente nuovi, anche se fra uno o due anni le vecchie linee potrebbero essere finalmente approvate", si è sfogato Kamp. "Nessuno vuole essere preso in giro. Nessuno vuole perdere risorse preziose".

Articolo di Rob Stein tratto dal Washington Post

 
 
 
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