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Sentenza sul brevetto per cellule staminali embrionali: troppa morale
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Articolo di Redazione
24 ottobre 2011 19:07
 
Pillole abortive, componenti di carri armati, test crudeli sugli animali per i cosmetici -finora gli uffici brevetti hanno tutelato gli inventori di pressoché tutto ciò che viene in mente all'uomo. Gli scrupoli nascono, guarda caso, in tema di ricerca con le cellule staminali. Secondo una sentenza della Corte di giustizia europea, i procedimenti sulle cellule staminali embrionali umane non possono essere brevettati. E' un giudizio difficile da condividere.

Finora a livello mondiale i giudici preposti ai brevetti non si sono mai troppo occupati di morale. Vero è che in Europa le invenzioni contrarie al buon costume o all'ordine pubblico sono escluse dalla tutela brevettuale da circa quarant'anni, ma in pratica è raro che un inventore cozzi contro quel limite. Impassibili, i responsabili degli uffici preposti attribuiscono la tutela di brevetto a quasi tutto. Brevetti sono stati concessi alle pillole per abortire, così come ai componenti dei carri armati, a narcotizzanti o a test cosmetici crudeli sugli animali -sebbene rispetto al loro utilizzo si possa dissentire quanto sulla ricerca con cellule staminali embrionali. Ma, per l'appunto, gli scrupoli di natura etica sono sorti in questo campo.
Eppure, il metodo per ottenere cellule nervose da cellule embrionali -quello che ha generato la sentenza negativa della Corte di giustizia europea-, è un'innovazione che adempie ai requisiti richiesti per la brevettabilità. E' nuovo, originale, valorizzabile in campo imprenditoriale. E da quant'è che i medici sognano nuove terapie contro il Parkinson, l'infarto cardiaco, la paraplegia con l'aiuto di quelle cellule o simili? Si aprirebbe un mercato miliardario.
Ma i giudici dei brevetti ritengono che quell'invenzione sia contraria al buon costume. Per avere cellule staminali bisogna distruggere embrioni: un'aggressione alla dignità umana.
Cellule staminali no, feti sì.
Con la sua sentenza, la Corte di giustizia europea ha confermato questa visione delle cose. Le cellule staminali reperite da embrioni e l'innovazione che ne discenderebbe non sono brevettabili in Europa.
Agli occhi dei giudici, operare con cellule staminali embrionali è eticamente da respingere, così come la produzione di determinate armi o di piante transgeniche che potrebbero modificare per sempre la flora del pianeta.
Questa singolare posizione sulle cellule staminali embrionali nel diritto della brevettabilità è assurda, anche perché esistono dozzine di brevetti su cellule di feti umani abortiti attorno alla dodicesima settimana di gravidanza. La dignità umana, che i giudici prendono a motivazione, è indubbiamente uno dei beni più alti da tutelare. Tuttavia, non ogni ricerca con le cellule staminali equivale a un'aggressione alla dignità, come parlamenti e tribunali hanno stabilito dopo discussioni tutt'altro che facili. La ricerca con le cellule staminali umane è legittimata in gran parte degli Stati europei, molti dei quali consentono di reperire cellule staminali dagli embrioni eccedenti delle cliniche per la fecondazione medicalmente assistita.
E' moralmente discutibile che la Corte di giustizia europea si faccia beffe di decisioni assunte con tanta fatica -e perciò anche dei diritti e della dignità umana di pazienti che sperano in nuove terapie.

(Commento di Christina Berndt su Sueddeutsche Zeitung del 18-10-2011. Traduzione di Rosa a Marca)

 
 
 
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