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Ricerca staminali. Il nuovo edificio della Stanford University e' gia' in fermento
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Articolo di Redazione
13 febbraio 2011 20:28
 
Gli scienziati che fanno ricerca sulle cellule staminali a Standford devono ancora finire di svuotare gli scatoloni del trasloco, eppure si sentono già a casa nel nuovo laboratorio di ricerca dell'universita', struttura più grande del Paese, costato 200 milioni di dollari.
“Ora che siamo tutti qui è più facile collaborare” afferma il dr MarkChao, biologo delle staminali del cancro a Standford.
Chao si è trasferito nella nuovissima struttura di ricerca della Scuola di medicina di Standford, il "Lorry I. Lokey Stem Cell Research Building", lo scorso novembre. Gli inquilini del Centro arrivano da diversi rami della scienza: medicina rigenerativa, ricerca sul cancro, neuroscienza. Minimo comun denominatore: le cellule staminali.
La costruzione, enorme e all’avanguardia, è stata aperta il 27 ottobre dopo circa due anni di lavori. I fondi sono arrivati da diverse parti, tra cui 43,6 milioni di dollari dall’Istituto di Medicina Rigenerativa della California,75 milioni di dollari dal fondatore del Business Wire founder ed ex alunno dell’Università di Standford, Lorry I. Lokey. I fondi universitari e altre piccole donazioni private hanno permesso di raggiungere la cifra di 200 milioni di dollari.
Molti dei progettisti hanno lavorato con un’idea di ricerca collaborativa e interdisciplinare, aspetto che secondo Chao è già realtà. Dal canto suo, il biologo è entusiasta per la possibilità di avere molti colleghi in un solo edificio, fattore che aiuta anche dinamiche quotidiane come le riunioni che. per discutere di staminali, richiedono la presenza di specialisti di diversi laboratori. Secondo Chao, questa nuova costruzione incarna lo spirito di collaborazione che è tipica di Standford.
Una volta finito il trasloco da altri edifici del campus, questa nuova costruzione ospiterà 40 persone della facoltà. Più di 500 tavoli da laboratorio e 33 ambienti ben attrezzati, daranno agli scienziati le giuste condizioni per lavorare. Ogni gruppo avrà poi accesso a spazi comuni quali camere oscure, sale per conferenze, strutture per la sterilizzazione.
La responsabile delle strutture, Linda Heneghan, ritiene che l’85% dei 550 scienziati presenti nell’edificio si stia stabilendo ora all’interno del centro. Il resto, soprattutto incarichi temporanei e nuovi obiettivi, accadra' dei prossimi mesi.
“Questo trasferimento è un enorme impegno” afferma la Heneghan , che sin da quando ha iniziato a lavorare nella struttura, lo scorso settembre, ha aiutato i nuovi arrivati a gestire problemi di vita quotidiana, da una lampadina fulminata ai cortocircuiti dei sistemi elettrici. La settimana scorsa, pile di bidoni della spazzatura hanno invaso il suo ufficio al primo piano, in attesa di essere ridistribuiti nel resto dell’edificio.
La nuova avanzatissima struttura finanziata da Lokey ha fatto diventare un evento anche un trasloco.
“In un edificio più vecchio, quando avviene un trasferimento da un laboratorio all’altro, entra in campo la logistica”, dichiara la Heneghan, che incalza “il problema solitamente nasce dal funzionamento delle nuova struttura”.
Una delle esperienze più emozionanti, a suo parere, è stato assistere al montaggio di una struttura in vetro soffiato all’ingresso dell’edificio. L’opera, creata e firmata dall’artista Dale Chihuly a Seattle, è arrivata a Standford in più di 100 scatoloni. La squadra di “ricostruttori” ci ha messo quindici giorni per assemblare la scultura di due tonnellate, lavorando su di un’impalcatura a tre livelli che ha letteralmente invaso l’atrio di ingresso.
Chao, che si è trasferito da un edificio in Arastradero Road, è consapevole che ci vorrà un po’ prima che il nuovo laboratorio sia funzionante. È ancora in attesa dei tecnici che calibrino alcune delle attrezzature high-tech inviate da Lokey, come il centro di ricerca sugli animali nel seminterrato. Eppure Chao è fiducioso: “Non appena avranno finito di montare tutto, produrremo tanta buona scienza!” afferma entusiasta.
La pianificazione del trasloco è iniziata più di un anno fa. Un project team ha lavorato con 8 gruppi di ricerca di altrettanti laboratori per stabilire date e altri accorgimenti puramente logistici -ricorda la Heneghan. I gruppi, le cui dimensioni variano, sono arrivati a ritmo di due al mese, tra settembre e gennaio.
Molti si sono trasferiti dagli edifici della vicina Scuola di Medicina di Standford, come il Beckman Center e il Centro per la ricerca di scienza clinica (Center for Clinical Science Research).
Chao ritiene che gli sforzi del trasloco siano stati ripagati. “Ogni trasferimento di laboratorio implica un momento di stallo e ripresa, in questo caso tutto è filato più liscio del previsto”.

(da un articolo di Kate Johnson, pubblicato il 09/02/2011 su "Peninsula Press". Traduzione di Serena Gallucci)

 
 
 
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