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La ricerca scientifica francese in agonia?
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Articolo di Redazione
7 dicembre 2010 16:23
 
Basta rifarsi all'attualita' piu' recente per sospettare l'esistenza di un profondo malessere della ricerca francese. Proprio la settimana scorsa diversi ricercatori evocavano le difficolta' delle nostre équipe in virtu' di una regolamentazione grottesca per quanto riguarda le ricerche sulle cellule staminali embrionali: un divieto assortito con deroghe. Inoltre, in questo wek-end, il Telethon ha evidenziano ancora una volta come lo Stato si sia mostrato incapace a rispondere alle richieste di migliaia di pazienti, obbligando le famiglie a sollevare delle montagne per ottenere risultati di un qualche rilievo.
Oggi, l'anziano decano della facolta' di medicina Necker, il professor Philippe Even, mette in evidenza altri sintomi per giungere ad una diagnosi senza appello: la ricerca biomedica francese e' “completamente abbandonata”. Colui che ha consacrato gli ultimi quattro anni ad analizzare i lavori della vita scientifica del nostro Paese e che ha tratto un'analisi di 500 pagine intitolata “La ricerca biomedica in pericolo”, fa paragoni eclatanti. In un intervista rilasciata al “Nouvel Observateur”, il nostro rimarca: “Durante quattro anni ho recensito ed analizzato piu' di 200.000 pubblicazioni dei nostri 12.000 ricercatori e universitari di biologia e di medicina in 2.000 giornali di lingua inglese, ed ho constatato che 3.000 non fanno niente e 6.000 qualche cosa. La Francia ha dei risultati mediocri. Nelle classifiche internazionali noi non ci siamo, contrariamente a quanto ripetono politici ed amministratori, la 5ta potenza, ma molto lontana dai primi: noi siamo al quinto balcone e la caduta aumenta da cinque anni, poiche' oggi noi siamo lontani dall'America, l'Inghilterra, la Germania e il Giappone, e da un anno siano stati superati dal Canada, la Svizzera e la Scandinavia. Questo in biologia. Nelle cure mediche e' peggio, tra l'1 e il 2% nei grandi giornali che si occupano di cancro, di cardiologia, etc. Tragico. Dal 1990 la Francia ha ottenuto un solo Premio Nobel sulla Medicina”.
Questa discesa agli inferi e' il frutto di un sistema “terrificante di vincoli e immobilita'” che si e' rafforzato nel corso degli ultimi anni. Il professor Even fa molti esempi, come la scoperta del virus dell'Aids, che oggi secondo lui non potrebbe piu' accadere in Francia, “l'Agence nationale de recherche contro le Sida e' stata sterilizzata”. Questa “burocrazia immobile” pesa per la ricerca molto di piu' che le questioni finanziarie. Se la Francia non brilla in materia, gli ostacoli saranno principalmente legati ad un cattivo uso dei fondi. Even ricorda anche come tre progetti (ITER, la stazione spaziale abitata e il Laser Mégajoule) “assorbono da soli quanto tutta la ricerca biologica e medica”.
(articolo di Aurélie Haroche del 06/12/2010, pubblicato sul Journal International de Medicin)
 
 
 
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