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Genetica preimpianto. In Germania torna d'attualita'
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Articolo di Rosa a Marca
20 ottobre 2010 17:07
 
Come è noto, la diagnosi genetica preimpianto (PGD) serve a individuare eventuali malattie genetiche o alterazioni cromosomiche negli embrioni in una fase ancora molto precoce di sviluppo, così da trasferire nell'utero solo gli embrioni esenti da specifiche patologie.
La legge tedesca proibisce la distruzione di embrioni e dunque anche la PGD che scarta quelli malati. Ma quest'estate la Corte di giustizia di Lipsia ha emesso una sentenza favorevole alla diagnosi preimpianto, e da allora si è riproposto il dibattito sulla necessità di nuove regole.
La cancelliera Angela Merkel vorrebbe conservare il divieto sulla PGD perché -dice- è impossibile tracciare un confine tra una malattia genetica grave e un difetto accettabile. Nel suo partito (CDU) e nella coalizione di Governo i pareri sono discordi. Non solo tra i partiti cristianodemocratici (CDU e CSU) e il partner liberale FDP, ma anche all'interno dei primi due. E' una divisione piuttosto drammatica essendo entrambi d'ispirazione cristiana, come testimonia quella C che campeggia nei loro nomi.
Nella CDU, un importante esponente come Peter Hintze sostiene per esempio che la diagnosi preimpianto aiuta i genitori a dire di sì a un figlio, e che l'obbligo d'impiantare un embrione difettoso confligge con la Costituzione. Anche la sua collega di partito e ministra della Famiglia, Kristina Schroeder, ha molte riserve sul divieto assoluto dell'analisi; in più fa notare la contraddizione tra il diniego alla PGD e il consenso all'aborto terapeutico, addirittura al nono mese.
Contrario invece il presidente del gruppo parlamentare CDU/CSU, Volker Kauder, fedele alla linea comune dei due partiti cristiani, da sempre avversi al test.
La cancelliera Merkel, ben consapevole delle divisioni interne, ha fatto capire che in Parlamento i deputati dovranno poter decidere secondo coscienza. La sua posizione mira a stemperare le difficoltà, che comunque restano e non sono poche. Della coalizione fanno parte anche i liberali della FDP, per lo più favorevoli ad allentare i lacci del divieto, sebbene ci sia cautela e manchi ancora una presa di posizione unitaria del gruppo parlamentare. Intanto però la liberale Ulrike Flach ha già elaborato un documento, accolto con sorpresa dal mondo scientifico, con la proposta che sia l'Ordine dei medici a fare l'elenco dei casi in cui la PGD possa essere autorizzata.
Certo è che nell'agenda politica autunnale il tema avrà un suo rilievo. Se ne parlerà negli incontri di partito e in seno al governo. Un'idea sembra farsi strada: Union (CDU/CSU) vada a cercarsi i voti contrari alla PGD tra tutti i deputati e si costruisca una maggioranza variopinta, anziché cimentarsi in un estenuante compromesso con il partner di governo.
 
 
 
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