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Fecondazione medicalmente assistita: neonata e maggiorenne
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Articolo di Redazione
23 novembre 2011 13:16
 
Per 18 anni un ovulo fecondato è rimasto inerte nel ghiaccio. Giorni fa è nata una bambina che ha due sorelle più giovani di lei.

Un'israeliana ha partorito una bambina da un ovocita fecondato e crioconservato per diciotto anni. Nel 1993 la donna fece congelare vari embrioni in un progetto di fecondazione assistita, scrive il giornale Jediot Achronot. "Allora non riuscii a rimanere incinta ed ero disperata", spiega. Decise di lasciar perdere, poi, a sorpresa, ha avuto due gravidanze naturali e oggi è madre di due ragazze, una di 14 e l'altra di 16 anni. In seguito, il desiderio di un altro figlio l'ha portata a ritentare con la fecondazione artificiale, ma senza successo. "M'era rimasta l'ultima provetta congelata e volli fare un ultimo tentativo".
"A 40 anni c'è stato il miracolo". In senso stretto, Shirel ("canto di Dio" in ebraico), nata il 12 novembre scorso ad Afula nel nord d'Israele, è la figlia maggiore. "Ho in braccio una bimba di 18 anni".
Elasar Schalev, professore di ginecologia alla Scuola Superiore Technion di Haifa, ha detto al giornale che gli embrioni non soffrono a rimanere congelati per tanto tempo. L'anno scorso, una ricerca statunitense ha esaminato 11.768 casi di embrioni congelati e poi impiantati nell'utero, e non sono emerse differenze tra "vecchi" e "nuovi" ovuli fecondati. Sempre in Usa, nel 2010 una donna di 42 anni ha dato alla luce un bambino da un embrione rimasto congelato per vent'anni. Non era mai successo prima, ha scritto la rivista Fertility and Sterility.
Israele è uno dei Paesi più avanzati in fatto di fecondazione medicalmente assistita e ha una legislazione piuttosto liberale. E' accaduto che una donna sia divenuta madre due anni dopo la sua morte, ossia dopo che la madre surrogata ha portato a termine la gravidanza dall'embrione della donna, che era morta di cancro nel 2009. In Germania un caso simile ha avuto invece un epilogo triste. Una giovane vedova si era battuta per avere dal tribunale di Rostock il diritto a disporre dei nove ovociti fecondati con gli spermatozoi del marito, prima che questi morisse in un incidente. Putroppo la gravidanza non è andata in porto perché nessuno degli ovuli è sopravvissuto.

(da Sueddeutsche Zeitung, 16-11-2011)
 
 
 
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