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Banca Mantovana del cordone risponde a Sirchia: dal 2004 garantiamo conservazione autologa-allogenica
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Articolo di Giovanna Gamba
24 febbraio 2009 0:00
 
Ho letto sulla pubblicazione del 19 febbraio scorso il Vostro articolo sulle madri “costrette” alla conservazione all’estero citate dal dott.Sirchia.
Sono lieta che Sirchia mi abbia dato con il suo intervento così tanti spunti per evidenziare un parallelo punto di vista sulla questione “sangue del cordone”. Vi scrivo come Presidente della Associazione b.a.m.c.o. ONLUS che è una organizzazione di mamme che in difesa del loro diritto di decidere in merito al proprio cordone ombelicale rivendicano un modello conservativo del sangue cordonale “per sé e per tutti a proprie spese”.
 
La Banca Autologa-Allogenica Mantovana del Cordone Ombelicale ONLUS ha garantito dal 2004 fino ad oggi le risorse necessarie per la conservazione autologa del cordone ombelicale presso l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, azienda pubblica della provincia di Mantova, a tutte le mamme mantovane “non Vip”. Ciò è stato possibile grazie alla lungimiranza della regione Lombardia che ha valutato positivamente le caratteristiche peculiari di questo modello unico in Italia:
-          nessun aggravio di spesa per il servizio sanitario nazionale grazie ad un contributo minimo delle mamme;
-          la garanzia dei principi solidaristici della conservazione e dell’accesso al servizio grazie anche ad un fondo specificatamente gestito per le madri meno abbienti;
 
Il cordone ombelicale conservato grazie a b.a.m.c.o. ONLUS ha garantito sempre il principio solidaristico mettendo a disposizione della comunità scientifica di tutto il mondo, come è giusto che sia, il prezioso sangue cordonale.
Le mamme, infatti, accedendo alla procedura autologa, mettono a disposizione il materiale biologico presso i registri internazionali prima di procedere alla conservazione e contestualmente, la parallela conservazione autologa garantisce quello che è già previsto da tutte le comunità scientifiche avanzate ed in Italia in particolare, ossia la possibilità di un uso specifico per malattie genetiche di fratellini e sorelline che non dimentichiamo potrebbero anche nascere malati in futuro.
 
La validità della conservazione del cordone ombelicale per la cura delle malattie come leucemie o linfomi è oramai patrimonio culturale condiviso, la conservazione autologa migliora la possibilità di utilizzo senza rigetto del materiale biologico ed in più nel modello della Bamco da noi sviluppato grazie alla validazione della regione Lombardia si aggiungono due caratteristiche universalmente riconosciute dalle comunità scientifiche:
-          la sostenibilità economica della conservazione grazie allo sforzo delle mamme volontarie “non Vip” per conservare il cordone per sé e per tutti integrando a proprie spese le risorse del SSN che non avrebbe mai i fondi per conservare tutti i cordoni donati;
-          la diversificazione dei fenotipi conservati che per essere perseguita ha bisogno della mobilitazione di decine di centri pronti ad accogliere migliaia di cordoni provenienti da geografie ed etnie umane differenti
 
b.a.m.c.o. ONLUS garantisce tutto ciò all’interno di strutture pubbliche, con la garanzia dell’altissima qualità del SSN Italiano, in territorio italiano, e non inficia il lavoro ammirevole delle poche banche omologhe italiane, al contrario, aumenta per tutti la possibilità di soddisfare tutte le necessità terapeutiche ponendo anche le basi di una proficua collaborazione.
 
Dott.ssa Giovanna Gamba, Farmacologa, Presidente b.a.m.c.o. ONLUS
 
 
 
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