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 ITALIA - ITALIA - Carceri. Antigone: meno ingressi ma aumentano pene
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25 luglio 2019 10:25
 
Nel primo semestre del 2019, sono state 23.442 le persone che hanno fatto ingresso in carcere, 1.759 erano donne. Si conferma una tendenza decrescente negli ingressi, che nei primi sei mesi dello scorso anno erano stati 24.380 e nello stesso periodo del 2017 erano stati 25.144. Si conferma anche una diminuzione percentuale degli ingressi degli stranieri, che passano dal 44% del primo semestre 2017, al 42,1% del primo semestre 2018, fino al 41,1% dei primi sei mesi del 2019. Il decremento nel numero degli ingressi, pur in presenza di un aumento dei detenuti, testimonia che quest'ultimo non e' dovuto a un aumento del crimine bensi' ad altri fattori, quali l'aumento della durata delle pene inflitte. Cosi' il rapporto 'Numeri e criticita' delle carceri italiane nell'estate 2019', redatto da Antigone. Alla meta' del 2017, i detenuti che scontavano una pena breve sotto l'anno erano il 5,3% dei condannati, percentuale che scende al 4,9% alla meta' del 2018 e al 4,4% al 30 giugno 2019; viceversa, i detenuti che scontavano pene medio lunghe, comprese tra i 5 e i 20 anni di reclusione, erano il 42,5% dei condannati alla meta' del 2017, mentre tale percentuale saliva al 43% alla meta' del 2018 e al 43,5% alla meta' dell'anno in corso. Gli ergastolani sono passati dai 1.707 della meta' del 2017 (di cui 97 stranieri), ai 1.726 del 30 giugno 2018 (98 gli stranieri), ai 1.776 di oggi (110 gli stranieri). Il 35% del detenuti ha un'imputazione per violazione della legge sulle droghe che, in alcuni casi, si somma ad altri reati. Il 55% ha un'imputazione per reati contro il patrimonio. Il 40,5% ha un'imputazione per reati contro la persona.

Al 30 giugno 2019 i detenuti presenti nelle 190 carceri italiane erano 60.522. Negli ultimi sei mesi sono cresciuti di 867 unita' e di 1.763 nell'ultimo anno. Se dovesse continuare cosi', in quattro anni l'Italia si ritrovera' nella situazione che produsse la condanna da parte della Corte Europea dei Diritti Umani nel 2013. Il tasso di sovraffollamento e' del 119,8%, il piu' alto nell'area dell'Ue, seguito da quello in Ungheria e Francia. Cosi' il rapporto 'Numeri e criticita' delle carceri italiane nell'estate 2019', redatto da Antigone. Il Ministero della Giustizia precisa che i posti disponibili nelle carceri italiane (50.496) sono calcolati sulla base del criterio di 9 metri quadri per ogni detenuto piu' 5 per gli altri, piu' favorevole rispetto ai 6 metri quadri piu' 4 piu' i servizi sanitari stabiliti dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Ma il Ministero non tiene conto delle sezioni chiuse temporaneamente per ristrutturazioni. A Como, Brescia, Larino, Taranto il tasso di affollamento e' del 200%, ossia vivono due detenuti dove c'e' posto per uno solo.

Al 30 giugno 2019 i detenuti stranieri sono il 33,42% dei reclusi. Erano il 33,95% sei mesi fa e il 35,19% sei anni fa, al tempo della sentenza di condanna da parte della Corte Europea dei Diritti Umani nel caso Torreggiani. Ed erano il 37,10% dieci anni fa. Cosi' il rapporto 'Numeri e criticita' delle carceri italiane nell'estate 2019', redatto da Antigone. "E' evidente la sopravvalutazione mediatica del tema", spiega l'associazione. Se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l'1,16% finiva in carcere, oggi la percentuale e' scesa allo 0,36%.
Le nazionalita' piu' rappresentate sono rispettivamente quella marocchina (18,7% del totale degli stranieri), romena e albanese (12,4%), tunisina (10,1%), nigeriana (8%). Un dato molto basso e' quello dei siriani (0,3%). Superiore e' quella dei polacchi (0,7%), pari a quello dei russi. "Un politico italiano nel 2008 a proposito dei rumeni in Italia disse che non potevamo accoglierli perche' l'Italia non e' il vespasiano dell'Europa - ricorda Antigone riferendosi alle parole di Antonio Di Pietro, allora leader dell'Idv - Sono passati undici anni e il caso rumeno e' eclatante. Oggi sono 2.509. Erano 3.661 nel 2013. Oggi rappresentano lo 0,21% del totale dei rumeni presenti in Italia (circa 1 milione e 200 mila persone). Sono diminuiti in percentuale di piu' di un terzo. E' questo l'effetto dell'integrazione e delle seconde generazioni". Gli stranieri sono perlopiu' ristretti in alcune regioni. Il Lazio ne ospita 2.515, ossia un ottavo del totale; la Lombardia addirittura 3.723, ossia piu' di un quinto del totale. Un decimo e' in Piemonte. La Sardegna e' usata quale contenitore di detenuti stranieri, cosi' disancorandoli dai territori di vita precedente. Costituiscono l'80% a Is Arenas e il 78% a Nuoro. L'origine dei detenuti italiani: Quasi la meta' da sole quattro regioni; 26.655 detenuti, pari al 44% del totale, provengono per nascita dalle quattro regioni meridionali piu' popolose: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Gli stranieri sono perlopiu' ristretti in alcune regioni. Il Lazio ne ospita 2.515, un ottavo del totale; la Lombardia 3.723, piu' di un quinto del totale. Un decimo e' in Piemonte. La Sardegna e' usata quale contenitore di detenuti stranieri, cosi' disancorandoli dai territori di vita precedente. Costituiscono l'80% a Is Arenas e il 78% a Nuoro.
 
 
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