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Eutanasia in Francia.Verso il 'nuovo diritto' del presidente Hollande
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Articolo di Redazione
15 dicembre 2014 11:09
 
Dopo aver a lungo temporizzato e fatto consultazioni, Francois Hollande ha, alla fine, trovato il punto di equilibrio politico su una delle piu' delicate questioni sociali del suo quinquennio, quella del fine vita. La proposta avanzata si presenta come quella che poossa attirare piu' consensi: ne' suicidio assistito ne' eutanasia, ma la creazione di un “nuovo diritto” delle persone. E' cio' che hanno proposto lo scorso venerdi' 12 dicembre, senza in effetti una grande sorpresa, i deputati Alain Claeys (Partito Socialista) e Jean Leonetti (UMP) al presidente, che a giugno scorso aveva loro chiesto di preparare “nello spirito di un rassemblement”, un nuovo testo di legge.
Il capo di Stato, ritiene che “e' ormai giunto il momento di intraprendere la discussione parlamentare su queste basi”, anche se in questa fase sembra voler accelerare, per cui “puo' essere organizzato un dibattito generale nel mese di gennaio all'Assemblea nazionale”. All'Eliseo si sottolinea che un risultato politico rapido si puo' avere in due anni e mezzo con un attenta condotta. “La necessita' di un ampio consenso non esclude una rapidita' di esecuzione”, dice un consigliere. Il presidente aveva certamente cercato la convergenza, ma il risultato e' potente e forte, poiche' ascrive il diritto a morire nella dignita'. Ce' una volonta' di procedere rapidamente”.
Claeys e Leonetti, nella loro proposta di legge, sostengono in effetti che sia incluso nel codice della sanita' pubblica un diritto ad una sedazione “profonda e continua” in fase terminale e che le direttive anticipate, fino ad oggi semplicemente indicative, vengano imposte con certe condizioni ai medici. “Questa tendenza di un dovere dei medici verso un nuovo diritto dei malati, e' una tappa culturale importante”, dice Jean Leonetti, che aveva dato il nome alla legge sul fine vita di aprile 2005. Una legge che, secondo il presidente Hollande, “resta male conosciuta” e “quindi male applicabile”, ma lascia ugualmente “delle domande in sospeso, essenzialmente la considerazione delle volonta' della persona in fine di vita”.
Il diritto alla sedazione, una “inegualita' di fatto”
“Il nostro testo leva un certo numero di ambiguita'” dice Alain Claeys. Che assicura che questa proposta di legge e' il frutto di un “percorso, non di un compromesso” con Leonetti. “Nessuno dei due ha rinunciato a qualcosa. Si sapeva dove volevamo arrivare”. Se si vuole credere a questi parlamentari, non si tratta quindi di un accordo su un piccolo denominatore comune, ma molto piu' di un passo avanti.
Il diritto ad una sedazione “profonda e continua” costituisce quindi, secondo loro, una risposta a pratiche “molto eterogenee” che creano oggi una “inegualita' di fatto”. La loro proposta si appoggia sul “consenso” che nasce dai rapporti redatti grazie al professore Didier Sicard a dicembre del 2012 e dal Comitato Nazionale di Etica (CCNE) a luglio 2013. Questo diritto, che fino ad oggi non figura nel testo di legge, dovrebbe permettere di alleviare le sofferenze di un malato con una malattia grave ed incurabile, “la cui prognosi vitale e' fatta in tempi brevi” e per la quale nessun trattamento ha mostrato efficacia. Potra' anche riguardare un malato affetto da una malattia grave ed incurabile che decida di bloccare i trattamenti che al momento lo tengono in vita.
Per i due deputati, le direttive anticipate dovrebbero anche essere profondamente rimaneggiate. Esse dovrebbero essere redatte su un modello standard, senza piu' una validita' limitata, e la loro possibilita' d'uso dovrebbe essere indicata sulla carta Vitale dell'assicurazione sociale. Infine, ed e' l'altra grande proposta, queste dovranno essere imposte ai medici, cosa che “dovrebbe farle sembrare piu' utili”. I due parlamentari ritengono che il loro testo si accordi con la proposta n.21 del programma del candidato Hollande nel 2012, che paventava la possibilita' per una persona “in fase avanzata terminale di una malattia incurabile” di poter beneficiare, “in condizioni precise e ben delimitate”, di una “assistenza medica per finire la propria vita in modo dignitoso”.
Due anni e mezzo di riflessione
Il testo ricevuto dal capo dello Stato e' quindi, in base alla sua preoccupazione, un testo condiviso, in grado di essere votato al Parlamento sia da destra che da sinistra. Ma, nello stesso tempo, un reale progresso. Personalmente coinvolto sulle questione del fine vita dopo la morte di sua madre, Nicole Hollande, nel 2009, ha convenuto sulla necessita' di una evoluzione legislativa da un parte, al punto tale da metterla nei suoi 60 impegni nella campagna elettorale, mentre dall'altra si e' mostrato ugualmente preoccupto di non far riemergere le tensioni e le divisioni che erano seguite al voto sul “mariage pour tous” (ndr. Il matrimonio tra coppie del medesimo sesso), non previste in modo adeguato dall'Eliseo a suo tempo. “Io ritengo che questo testo potrebbe essere emanato senza polemiche, senza divisioni e semplicemente nell'ambito di una idea che un cammino e' possibile per mettere insieme tutta la societa'”, aveva detto Hollande a gennaio.
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Presentando il contenuto del testo, l'Associazione per il diritto a morire dignitosamente (ADMD), che e' impegnata per la legalizzazione dell'eutanasia, ha gia' fatto appello ad una manifestazione venerdi' prossimo 19 dicembre davanti all'Assemblea nazionale per denunciare una ”legge Leonetti di sinistra”. Consapevoli che non non daranno soddisfazione ne' ai sostenitori del suicidio assistito o dell'eutanasia, ne' ai sostenitori pro-vita che perorano lo status-quo, Jean Leonetti e Alain Claeys ne prendono atto. “Noi vogliamo rispondere alle attese dei cittadini, non a quelle delle associazioni e delle lobby”, ha detto il primo. “Il dibattito della societa', legittimo, tra il 'lasciar' morire e 'far' morire, non si fermera' con questa proposta di legge”, dice il secondo. Il capo dello Stato, intanto, ritiene che con questo testo “faremo progredire tutta la societa'”.

(articolo di David Revault d'Allonnes et François Béguin pubblicato sul quotidiano Le Monde del 15/12/2014)

 
 
 
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