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 ITALIA - ITALIA - Covid e miseria umana. Un caso a Genova
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1 novembre 2020 11:12
 
"Sua figlia ha il covid, è in pericolo di vita. Deve fare due punture ma servono 7mila euro". E' la telefonata ricevuta da una 73enne di Genova che, non avendo una figlia, ha comunque deciso di non liquidare i truffatori ma di restare in contatto con loro avvisando i poliziotti. Grazie alla coraggiosa anziana, che ha intrattenuto una conversazione con i presunti "salvatori" dell'inesistente figlia ammalata di Coronavirus, ha fissato con questi un appuntamento per consegnare il necessario per pagare le cure. Mentre alcuni agenti assistevano alla trattativa telefonica con la sedicente figlia, altri colleghi si disponevano intorno allo stabile in attesa dei truffatori. La donna ha assecondato le richieste dei truffatori, dicendo di aver preparato un sacchetto contenente soldi e oggetti in oro che avrebbe dovuto consegnare a un'addetta della banca. Dopo alcuni minuti è arrivata una ragazza, qualificatasi come l'incaricata della riscossione, a cui l'anziana, sotto la costante sorveglianza dei poliziotti, ha consegnato il sacchetto. A quel punto, prima che potesse allontanarsi, gli agenti l'hanno arrestata. Nascosti nell'abbigliamento intimo, la 20enne polacca aveva 5mila euro in banconote da 50 e 100 euro, frutto di una precedente truffa ai danni di un'anziana di Campomorone, sempre a Genova. In quest'ultimo caso la scusa utilizzata per portare a termine il raggiro è stata quella del finto incidente in cui era stato coinvolto il figlio, il quale se non avesse versato i soldi, sarebbe stato arrestato.
 
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