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 ITALIA - ITALIA - L'Aifa dà il via libera definitivo alla pillola Ru486
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Notizia 
19 ottobre 2009 16:05
 
 Il Consiglio di Amministrazione dell'Aifa, riunito oggi, ha dato mandato al Direttore Generale Guido Rasi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Determina relativa l'autorizzazione all'immissione in commercio del Farmaco Mifegyne (Mifeprostone), prodotto dalla ditta Exelgyne, la pillola abortiva Ru486, "dopo aver espletato gli adempimenti previsti".
La decisione dell'Aifa di dare mandato per la pubblicazione in gazzetta della determina che introdurrà in Italia la pillola abortiva Ru486, "pone finalmente fine al possibile utilizzo improprio del farmaco e sgombra il campo da qualsiasi possibile interpretazione di banalizzazione dell'aborto e dal suo impiego come metodo contraccettivo". E' la stessa agenzia a spiegarlo aggiungendo di "condividere le preoccupazioni di carattere etico che anche questo metodo di interruzione volontaria della gravidanza comporta". La Determina che verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale rimanda a Stato e Regioni le disposizioni per il corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco all'interno del servizio ospedaliero pubblico, così come previsto dagli articoli 8 e 15 della legge 194 del 1978, e di cui la stessa Aifa spiega di non avere titolarità. L'Aifa ha anche aggiunto che continuerà "ad offrire la propria competenza tecnico-scientifica alle Istituzioni, e al Senato della Repubblica in primis, per quanto concerne il percorso applicativo del provvedimento adottato".
I tempi tecnici per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina, la decisione che autorizza l'arrivo della pillola abortiva in Italia, è di un mese. Quindi entro il 19 novembre l'atto di autorizzazione del farmaco sarà pubblicato.
 MERCOLEDI' COMMISSIONE PARLAMENTARE INDAGINE - Il ministro del welfare Sacconi ancora ieri aveva chiarito che l'indagine conoscitiva parlamentare sulla RU486 finirà i suoi lavori prima del 19 novembre, data indicata dall'Aifa, come quella entro la quale sarà pronta la "determina" del direttore generale e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Non ci dovrebbero essere quindi conflitti tra i tempi dell'organismo tecnico e quelli dei lavori parlamentari di inchiesta sugli effetti della RU486 che riprenderà la sua attività mercoledì.
ORA LA PAROLA PASSA ALLE REGIONI - 'La normativa europea e italiana dice che l'uso della Ru486 deve essere compatibile con la legge sull'aborto, cioe' da noi la 194. L'aborto deve essere fatto quindi in ambito ospedaliero, e qui finisce il nostro compito', ha spiegato lo stesso Rasi intervistato dal Giornale.
Ma chi decide le modalita' della somministrazione? 'Le Regioni che stabiliscono la definizione di ricovero' e queste ultime, ha precisato rasi, 'potrebbero anche stabilire che la Ru486 venga somministrata in day hospital'. La Determina che verra' pubblicata in Gazzetta, dunque, rimanda a Stato e Regioni le disposizioni per il corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco all'interno del servizio ospedaliero pubblico, cosi' come previsto dagli articoli 8 e 15 della legge 194 del 1978, e di cui la stessa Aifa spiega di non avere titolarita'.
DIBATTITO ACCESO - Il si' alla pubblicazione in gazzetta dell'atto autorizzativo della pillola abortiva e' 'un atto dovuto', ha detto oggi Fazio. E il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella si e' detta 'pienamente soddisfatta della delibera dell'Aifa che conferma i pareri del Consiglio Superiore di Sanita', e quindi la necessita' del ricovero in ospedale fino a quando l'aborto non sia stato completato'. Ma il dibattito e' acceso: 'Le decisioni dell'Aifa risultano in linea con quanto chiedevamo. Non ci sara' nessuna pubblicazione in Gazzetta mentre il Senato completa la propria indagine sulla RU486. E la pillola abortiva potra' essere utilizzata solo in ospedale', afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Da parte sua, la presidente del gruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro rileva che la decisione dell'Aifa 'sgombra definitivamente il campo dalle polemiche inutili.
Credo - spiega - che le polemiche innescate da esponenti del Pdl su questo tema siano fuorvianti'.
IL 'PALETTO' DELLA 194 - Uno dei punti fermi, un vero e proprio paletto, con il quale l'Aifa ed i suoi esperti dovranno comunque confrontarsi è il rispetto della legge 194 sull'aborto, laddove si prevede che l'interruzione della gravidanza avvenga in una struttura pubblica, cioé in ospedale. Ma su questo basterà probabilmente rifarsi ai due pareri espressi dal Consiglio superiore di sanità nel 2004 e nel 2005, secondo i quali in caso di interruzione di gravidanza per mezzo della Ru486, la donna "deve essere trattenuta" in ospedale o altra struttura prevista "fino ad aborto avvenuto".
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