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Trattori, consumatori, salute, mercato. Tragedia in corso
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7 febbraio 2024 13:53
 

Non abbiamo trovato un politico che non dica di essere d’accordo coi trattori che marciano su Roma e Sanremo. Tutti d’accordo anche quelli (che oggi sono al governo in Italia) che a Bruxelles avevano votato a favore della politica che questi agricoltori dicono di contestare, e grazie alla quale hanno comprato i trattori su cui sfilano questi giorni. Sembra  che non faccia figo dire il contrario.

Sembra che in questi ultimi anni tutti gli allarmi ambientali siano stati una presa in giro orchestrata da quelli che - leader dei trattori e governo italiano in testa - chiamano lobby di estremisti ambientali.

Vogliamo una battuta di arresto della transizione ecologica o vogliamo continuare e migliorare, anche grazie alle istanze  dei trattori, in investimenti per nuovi modelli di produzione agricola che ne consentano il rilancio? Vogliamo un sistema ingessato su modelli insostenibili dove i primi a pagarne il prezzo, e anche a breve, saranno gli stessi agricoltori, i lavoratori, le imprese e i consumatori?

I problemi sollevati da questi agricoltori sui prezzi, le difficoltà economiche, concorrenza estera e costi elevati di produzione, sono reali. La soluzione non è bloccare il green deal, come dice di voler fare anche la presidente  della Commissione europea, Barbara von der Leyen, con l’annullamento del blocco dei pesticidi. Dobbiamo confrontarci con un’altrettanta e tragica realtà, i cambiamenti climatici. Se non lo si fa, stiamo solo continuando a distruggere il futuro possibile.

Stiamo invece marciando verso la tragedia. Il governo italiano, al pari di alcuni governi di altri Paesi dell’Ue, si è messo a cavalcare la protesta (Salvini, Lollobrigida e Meloni in testa), riproponendo un anti-europeismo che avevano opportunisticamente silenziato negli ultimi mesi. Quando, invece, il problema delle rivendicazioni dei trattori sono proprio loro, altro che Europa. Sono loro che hanno aumentato le tasse agli agricoltori, nello specifico e in generale per l’incremento di prezzi come, per esempio, i carburanti, e nessuna politica per riduzione dei costi della mano d’opera. Sono loro che stanno impedendo le liberalizzazioni e trasformando lo Stato, più di quanto già non lo fosse, in un giocatore di mercati azionari con, per esempio, i miliardi e miliardi per Tim, Stellantis, Ita/Alitalia…. ma questi soldi, quindi, ci sono, ma solo per statalizzare l'economia e renderla più funzionale alla loro gestione padronale del potere.

La domanda è: buon governo o potere? Aspettiamo fiduciosi che un qualche sommovimento di rinsavimento riesca a farsi largo.

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