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Taxi Firenze. Vergogna e pensieri in libertà
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2 luglio 2023 13:58
 

Ieri sera, 1 luglio sabato, tra le 22 e le 24, ora di punta di arrivo di voli da mezza Europa all’aeroporto Vespucci di Firenze, prendere un taxi è stato come vincere un terno al lotto. La coda era di un centinaio di metri, non in fila indiana, ma “a calca”, ad occhio un centinaio di persone.

Certo lo spazio per la fila è stato previsto molto lungo e ora ne ho capito le ragioni: le persone in coda non devono creare intralci, anche visivi, all’abituale movimento all'esterno dell’aerostazione, sì che il disagio (e la vergogna?) siano circoscritti ad un angolino in fondo a sinistra.

Ma le voci corrono più dei sotterfugi logistici. I nuovi arrivati, passata la dogana si guardavano in giro per cercare una indicazione per prendere un taxi. E incrociavano altri già arrivati prima e che, dopo aver visto la fila erano tornati indietro per informarsi su altri mezzi per raggiungere la propria destinazione. Questi ultimi si rivolgevano ai nuovi arrivati scoraggiandoli a mettersi in fila per il taxi. Ufficio informazioni turistiche chiuso. Io in attesa del mio fortunato familiare che ero andato a prendere, dopo un po’ mi sono ritrovato a dare indicazioni, rispetto alle destinazioni di ognuno, come arrivarci usando l’ottimo servizio di tramvia che, per fortuna, il sabato è attivo fino alle 2 di notte. I più temerari tra queste vittime mi hanno anche chiesto perché succedeva questo e l’unica secca risposta che sono riuscito a dare era “Italy and Florence do not want to liberalize the taxi service. This is the price we all pay” (“l'Italia e Firenze non vogliono liberalizzare il servizio di taxi. Questo è il prezzo che paghiamo tutti”).

Tornato in città col famigliare in tramvia, ho rimuginato su questa esperienza. Mi sono tornate in mente le dichiarazioni mediatiche dei taxisti contrari alla liberalizzazione e dei loro sostenitori, i dibattiti sui media, le rassicurazioni dei politici. Soprattutto quella dell'assessore fiorentino ai Trasporti che, rispondendo ad una autorevole vittima del non-servizio dei taxi che aveva nei giorni scorsi mediatizzato il proprio disappunto. e probabilmente per questo aveva ricevuto altrettanta risposta pubblica… questo assessore con una supercazzola da manuale fiorentino aveva sostenuto che comprendeva il problema e che avrebbe fatto tutto quanto in suo potere…. comprensione ed espressione che sento pronunciare dallo specifico assessore e dai suoi predecessori, anche ai governi nazionali, da almeno una decina d’anni.

Per non tormentarmi più di tanto nella ricerca del meritato sonno dopo questa ennesima bruciatura sul campo a Peretola (e le bruciature civiche mi fanno tanto male) mi sono rasserenato pensando ”domani gliela faccio pagare”...

Qui il video sul canale YuTube di Aduc
 
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