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Cambiamenti climatici. L’attivita’ umana vi contribuisce 170 volte piu’ velocemente rispetto ai processi naturali. Studio
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Articolo di Redazione
13 febbraio 2017 9:36
 
  L’attivita’ umana sta cambiando il clima della Terra 170 volte piu’ velocemente rispetto ai processi naturali. Lo sostengono degli scienziati che hanno dato vita ad un’equazione con la quale si dimostra come questo contribuisca al riscaldamento globale.
Secondo i ricercatori, la temperatura globale e’ diminuita dello 0,01% durante gli ultimi 7.000 anni. Ma negli ultimi 45 anni e’ aumentata dell’1,7%, e tra i 12 anni piu’ caldi, il record e’ stato toccato nel 1998.
Mentre le forze "astronomiche e geofisiche", così come quelle biosferiche hanno guidato il cambiamento del "sistema Terra" nel corso della sua esistenza per quattro miliardi di anni, l'attivita’ umana ha "portato a percentuali eccezionalmente rapide di cambiamento". Cosi’ questo nuovo studio che gli autori hanno presentato come "equazione Antropocene".
Antropocene e’ il nome dato ad una nuova era geologica il cui impatto delle attivita’ umane inizia ad avere un condizionamento misurabile sull'ambiente.
Scrivendo sulla rivista New Scientist, Owen Gaffney, co-autore dello studio, dice: “Il tasso di emissione di carbone nell’atmosfera e’ indiscutibilmente aumentato in 66 milioni di anni, fino a che i dinosauri sparirono. La perdita impressionante di biodiversità negli ultimi decenni ha spinto i ricercatori nel 2015 a sostenere che l'Antropocene segna la terza tappa nell'evoluzione della biosfera della Terra, sulla scia della fase microbica di 3,5 miliardi di anni fa, e l'esplosione del Cambriano 650 milioni di anni fa. Nell'equazione, le forze astronomiche e geofisiche tendono a zero a causa della loro natura lenta o rara, grazie a dinamiche interne, per ora. Tutte queste forze esercitano ancora pressione, ma attualmente hanno ordini di grandezza inferiore a causa dell’impatto umano”.
Il rischio dell’impatto umano sulla biosfera include l’inquinamento dell’acqua e dei terreni cosi’ come il riscaldamento climatico.
“Mentre sembrerebbe imprudente ignorare l'enorme quantita’ di prove che mostrano rischi profondi, si arriva in un momento geopoliticamente difficile, quando entrambe le visioni del mondo basate sui fatti, e anche la cooperazione internazionale, sono in discussione. Questo non e’ mai stato piu’ chiaro, rispetto ad altre parti, che negli Stati Uniti nelle ultime settimane”.

(articolo di Jon Sharman, pubblicato sul quotidiano The Independent del 13/02/2017)
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