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 ITALIA - ITALIA - Staminali. Giudice Livorno da' ok per cure Sofia
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20 marzo 2013 12:21
 
Sofia potra' completare la cura presso gli Spedali di Brescia con le cellule staminali prodotte con il metodo Stamina . E' un giudice di Livorno, Francesca Sbrana, a dirlo, questa volta. Ha accolto il ricorso, ex art.700, presentato ieri dai genitori della piccola, 3 anni e mezzo, affetta da una grave malattia neuroegenerativa che porta a cecita' e paralisi. Caterina Ceccuti, la mamma di Sofia, e' felice oggi. ''Il giudice - dice Caterina - si e' pronunciata velocemente sul nostro ricorso, accogliendolo. Il provvedimento ha effetto immediato, e chiarisce che Sofia dovra' effettuare entro i tempi terapeutici previsti la prossima infusione''. ''Felicissimi'' si dicono Le Iene che hanno dedicato piu' d'un servizio al caso della bimba toscana. ''Per una volta - commenta l'autore Marco Occhipinti - un caso di giustizia celere consentira' a Sofia di andare avanti con la cura''. Il 2 aprile prossimo, davanti allo stesso giudice ci sara' il confronto tra le parti, ovvero la discussione della causa nel merito. ''Ma gia' con questo pronunciamento - spiega Caterina - e' stato autorizzato il prelievo di cellule a cui saro' sottoposta io per consentire a Stamina di preparare le infusioni del ciclo completo per Sofia. Questo provvedimento apre una strada a mia figlia ma noi continueremo a combattere con forza anche per gli altri bambini che si trovano nelle condizioni di Sofia''. La vicenda di Sofia e' analoga ad altri casi di bambini affetti da malattie rare o per le quali la scienza non ha ancora trovato una terapia. La cura a base di cellule staminali messa a punto dalla Stamina Foundation, e considerata da alcuni una delle poche in grado di produrre miglioramenti apprezzabili, e' stata bloccata dal ministero della Salute e dall' Aifa perche' ancora priva di riscontri scientifici e quindi considerata pericolosa. Finora, sono stati quindi i giudici ad esprimersi sulla possibilita' delle famiglie di sottoporre i loro cari alla cura compassionevole della Stamina Foundation. Il giudice di Firenze, lo scorso novembre, aveva consentito una prima infusione di staminali e Sofia aveva cominciato a stare meglio, riuscendo a reagire anche alla luce, nonostante la vista fosse ormai persa. Poi pero', in via definitiva il tribunale ha deciso di negare la cura e la seconda infusione non c'e' stata e le condizioni della piccina hanno subito un progressivo peggioramento. Dopo l'interessamento del ministro della Salute Renato Balduzzi, nei giorni scorsi, la situazione si era apparentemente sbloccata e Sofia il 14 marzo e' stata sottoposta ad una nuova infusione. Ma l'ospedale si e' precipitato a precisare che, in assenza di un provvedimento ufficiale del ministero o di una sentenza di un giudice, quella sarebbe stata l'unica infusione per la piccola malata di leucodistrofia metacromatica. Il legale della famiglia, l'avvocato Giuseppe Conte, ha giocato nuovamente la carta del tribunale per garantirle il diritto alla continuita' terapeutica. Oggi un primo positivo risultato. Intanto, racconta mamma Caterina, Sofia sta meglio, dopo l'infusione: ''Si sveglia senza febbre la mattina - e non ha segni di sofferenza sul viso''. Intanto sta crescendo in Italia il numero delle famiglie che ricorrono ai giudici per ottenere il via libera alla cura. Dopo Smeralda, Celeste, Daniele, Gioele e Sofia, ora c'e' Federico, un bimbo di 26 mesi di Fano affetto dal morbo di Krabbe. Nel suo caso, il tribunale di Pesaro ha accolto il reclamo presentato dai genitori che chiedevano che il figlio venisse sottoposto all'infusione di staminali secondo il metodo Stamina presso gli Spedali Riuniti di Brescia. Sabato prossimo a Roma, alle 10 in piazza Ostiense, ci sara' una manifestazione per il diritto alle cure compassionevoli organizzata dai promotori della pagina facebook intitolata 'ministro Balduzzi aiuti la piccola Sofia'.
 
 
 
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