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 ITALIA - ITALIA - Proposta di legge sulla cannabis ad uso terapeutico
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5 dicembre 2006 0:00
 
La proibizione della cannabis vale per tutti i cittadini, incluso chi e' gravemente malato e che spesso soffre in maniera insopportabile. Eppure sono numerosissimi gli studi e le sperimentazioni cliniche che dimostrano alcune importanti proprieta' terapeutiche della cannabis. Fra queste vi e' l'efficace azione contro il dolore -in particolar modo quello neuropatico-, la nausea, il glaucoma, i disordini neuromotori. Inoltre la cannabis stimola l'appetito, specialmente nei pazienti affetti da Hiv, Aids, e demenza. Secondo studi recenti, la cannabis ha proprieta' inibitorie per alcuni tipi di tumori.

Il 5 dicembre 2006, e' stata depositata una proposta di legge firmata da 6 deputati della Rosa Nel Pugno (Donatella Poretti, Marco Beltrandi, Daniele Capezzone, Sergio D'Elia, Bruno Mellano e Maurizio Turco) ed elaborata in collaborazione con l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori). Prevede che persone affette da alcune gravi patologie, possano accedere sia alla cannabis in forma naturale che ai farmaci derivati da estratti di cannabis, sempre e comunque sotto controllo medico e previa autorizzazione dell'azienda sanitaria locale. La proposta vuole inoltre stimolare la ricerca e la sperimentazione clinica della cannabis, dando la possibilita' al ministero della Salute, ai centri di ricerca autorizzati e alle universita' di accedere a questa sostanza con norme precise e codificate, e non con deroghe particolari.
Gia' lo scorso ottobre 2006 in un disegno di legge approvato dal Governo il ministro della Salute Livia Turco aveva previsto l'introduzione per uso terapeutico dei derivati sintetici della cannabis, oggi disponibili nella gran parte dei Paesi europei. Ma questa proposta di legge del Governo non prevede di coltivare o acquistare cannabis per uso medico personale -come gia' in Canada, in molti Stati Usa ed europei.

Vi e' una notevole differenza tra l'utilizzo della cannabis in forma naturale e nei farmaci derivati dai suoi estratti. Secondo sperimentazioni cliniche e le testimonianze di pazienti, in questi farmaci c'e il problema del metodo di somministrazione, non in grado di dare all'organismo la quantita' sufficiente di cannabinoidi per alleviare efficacemente il dolore. Contrariamente al consumo di cannabis in forma naturale, ad esempio, la cannabis in pillole (Marinol) impiega da 1 a 4 ore per fare effetto. Inoltre, contrariamente alla coltivazione e all'acquisto di cannabis utilizzabile in forma naturale, la forma sintetica e' costosissima per l'utente e per il sistema sanitario, ad esclusivo beneficio delle case farmaceutiche che la producono.

Qui il testo della proposta di legge: clicca qui
 
 
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