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 ITALIA - ITALIA - Parto senza dolore. Solo nel 16% degli ospedali
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15 ottobre 2010 12:13
 
Parto senza dolore? In Italia e' di qualita' ma resta piu' o meno un miraggio. La moderna analgesia epidurale, che consente un parto senza dolore mantenendo allo stesso tempo la sensibilita' e la capacita' di muoversi della donna durante il travaglio, secondo alcune stime e' offerta solo dal 16% delle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane. Eppure in quelle che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta. A snocciolare i numeri e' la Societa' italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in occasione della tavola rotonda 'Partorire senza dolore in Italia', tenutosi nel corso del 65esimo congresso della Societa' a Parma.
Un parto senza dolore e' un diritto, "ma di fatto - spiega la Siaarti - la sua attuazione varia da regione a regione. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all'anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del Drg del parto vaginale al fine di promuovere l'analgesia in travaglio. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro.
L'Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l'analgesia epidurale in ogni Provincia.
Recentemente, nel luglio scorso, la Sicilia ha emanato un decreto che rinegoziando i Drg pone al primo posto il rimborso regionale per il parto spontaneo con analgesia, seguito dal parto spontaneo e poi dal taglio cesareo, nel tentativo di ridurre cosi' il numero dei parti cesarei e di valorizzare il parto senza dolore".
"Si tratta - spiega Ida Salvo, direttore del dipartimento di anestesia dell'ospedale Buzzi di Milano - da una parte di andare nella direzione di riallineare l'Italia agli altri Paesi europei nella gestione del dolore delle donne partorienti, dall'altro lato di riportare il nostro Paese all'interno del corretto standard di ricorso al parto con taglio cesareo".
"Le nuove tecniche - spiega Giorgio Capogna, coordinatore nazionale per il parto senza dolore della Siaarti - permettono alla donna di ottenere un effetto di analgesia costante e di personalizzare somministrazione dell'analgesico a seconda delle proprie esigenze.
Vengono cosi' evitati anche i brevi momenti di dolore che potevano insorgere con la tecnica epidurale tradizionale, quando la partoriente doveva attendere l'intervento del medico per ricalibrare la dose di analgesico".
Affinche' il parto in analgesia diventi un effettivo diritto delle donne, si muove con forza anche l'O.N.Da, l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna. "Abbiamo sviluppato il progetto Ospedale Donna - sottolinea Maria Antonietta Nosenzo, dell'Osservatorio - che prevede la ricerca, attraverso una attenta valutazione, delle strutture ospedaliere a misura di donna. O.N.Da. assegna uno, due o tre bollini rosa ai centri di cura che mostrino un particolare interesse alla salute femminile. Dallo scorso anno - conclude - un requisito fondamentale per l'ottenimento di 3 bollini e' proprio la presenza del parto in analgesia epidurale come possibilita' offerta gratuitamente alle donne. L'elenco di questi ospedali e' pubblicato in una nostra guida".
 
 
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Parto senza dolore? In Italia e' di qualita' ma resta piu' o meno un miraggio. La moderna analgesia epidurale, che consente un parto senza dolore mantenendo allo stesso tempo la sensibilita' e la capacita' di muoversi della donna durante il travaglio, secondo alcune stime e' offerta solo dal 16% delle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane. Eppure in quelle che offrono questo servizio, in modo gratuito e continuativo, in media il 90% delle partorienti ne fa richiesta. A snocciolare i numeri e' la Societa' italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), in occasione della tavola rotonda 'Partorire senza dolore in Italia', tenutosi nel corso del 65esimo congresso della Societa' a Parma.
Un parto senza dolore e' un diritto, "ma di fatto - spiega la Siaarti - la sua attuazione varia da regione a regione. La Lombardia, per esempio, stanzia 5 milioni di euro all'anno distribuiti a tutti i punti nascita mediante integrazione del Drg del parto vaginale al fine di promuovere l'analgesia in travaglio. Il Veneto, con un meccanismo distributivo analogo, solo nello scorso anno, ha stanziato fondi per 1 milione di euro.
L'Emilia Romagna ha invece emesso delle linee guida per avere un punto nascita che offra l'analgesia epidurale in ogni Provincia.
Recentemente, nel luglio scorso, la Sicilia ha emanato un decreto che rinegoziando i Drg pone al primo posto il rimborso regionale per il parto spontaneo con analgesia, seguito dal parto spontaneo e poi dal taglio cesareo, nel tentativo di ridurre cosi' il numero dei parti cesarei e di valorizzare il parto senza dolore".
"Si tratta - spiega Ida Salvo, direttore del dipartimento di anestesia dell'ospedale Buzzi di Milano - da una parte di andare nella direzione di riallineare l'Italia agli altri Paesi europei nella gestione del dolore delle donne partorienti, dall'altro lato di riportare il nostro Paese all'interno del corretto standard di ricorso al parto con taglio cesareo".
"Le nuove tecniche - spiega Giorgio Capogna, coordinatore nazionale per il parto senza dolore della Siaarti - permettono alla donna di ottenere un effetto di analgesia costante e di personalizzare somministrazione dell'analgesico a seconda delle proprie esigenze.
Vengono cosi' evitati anche i brevi momenti di dolore che potevano insorgere con la tecnica epidurale tradizionale, quando la partoriente doveva attendere l'intervento del medico per ricalibrare la dose di analgesico".
Affinche' il parto in analgesia diventi un effettivo diritto delle donne, si muove con forza anche l'O.N.Da, l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna. "Abbiamo sviluppato il progetto Ospedale Donna - sottolinea Maria Antonietta Nosenzo, dell'Osservatorio - che prevede la ricerca, attraverso una attenta valutazione, delle strutture ospedaliere a misura di donna. O.N.Da. assegna uno, due o tre bollini rosa ai centri di cura che mostrino un particolare interesse alla salute femminile. Dallo scorso anno - conclude - un requisito fondamentale per l'ottenimento di 3 bollini e' proprio la presenza del parto in analgesia epidurale come possibilita' offerta gratuitamente alle donne. L'elenco di questi ospedali e' pubblicato in una nostra guida".
 
 
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