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 MONDO - MONDO - Inquinamento atmosferico, un crimine contro l'umanità. ONU
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Notizia 
7 giugno 2019 17:59
 
Alla vigilia del World Environment Day, che quest’anno ha come tema l’inquinamento atmosferico, David Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani e l’ambiente, ha invitato gli Stati a prendere misure energiche per lottare contro l’inquinamento atmosferico, migliorare la salute, lottare contro il cambiamento climatico e rispettare i loro obblighi in materia di diritti umani. Boyd ha sottolineato che «L’inquinamento atmosferico è un killer silenzioso, invisibile e prolifico, responsabile della morte prematura di 7 milioni di persone ogni anno, e tocca in maniera sproporzionata le donne, i bambini e le comunità povere».
Secondo il relatore speciale dell’Onu, «Non assicurare un’aria pura costituisce una violazione dei diritti alla vita, alla salute e al benessere, così come al diritto di vivere in un ambiente sano». Boyd ha aggiunto che «L’aria è un componente essenziale del diritto a un ambiente sano, allo stesso titolo dell’acqua pulita e di servizi igienici adeguati, di alimenti sani e di prodotti sostenibili, di un ambiente non tossico, di una biodiversità sana e di un clima sicuro. Il diritto a un ambiente sano è fondamentale per il benessere umano ed è riconosciuto da più di 150 Stati a livello nazionale e regionale. Dovrebbe essere riaffermato a livello mondiale per assicurare l’esercizio di questo diritto per tutti, dappertutto nel mondo, rispettando sempre i principi di universalità e non discriminazione dei diritti umani».
L’Onu ha scelto l’inquinamento atmosferico come tema del World Environment Day 2019  perché <L’inquinamento dell’aria è diventato ormai un problema mondiale. Oggi, 9 persone su 10 in tutto il mondo respirano aria inquinata. Il tema invita tutti a riflettere sul n modo in cui si può cambiare la nostra vita quotidiana per ridurre l’inquinamento atmosferico che produciamo (e respiriamo!)  e quindi di contrastare il nostro contributo al riscaldamento globale e ai suoi effetti sulla nostra salute».
L’Onu evidenzia che «Siamo di fronte a una vera crisi che richiede un’azione rapida e radicale» e per farlo «E’ essenziale comprendere i diversi tipi di inquinanti e il loro impatto sulla salute e sull’ambiente al fine di adottare le misure necessarie per migliorare la qualità dell’aria». Ecco la lista dei killer dell’aria pulita secondo l’Onu:
Agricoltura: l’agricoltura ha due principali fonti di inquinamento atmosferico: il bestiame, che produce metano e ammoniaca, e la combustione di rifiuti agricoli. Circa il 24% di tutti i gas serra emessi in tutto il mondo proviene da agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo.
Attività domestiche: utilizzando prodotti fitosanitari, vernici, prodotti per la casa e persino la cottura del cibo emettiamo tutti inquinanti atmosferici. Infatti, la principale fonte di inquinamento dell’aria indoor è la combustione all’interno di combustibili fossili, legno e altri combustibili a base di biomassa per cucinare, riscaldare e illuminare le case. Circa 3,8 milioni di morti premature sono provocate ogni anno dall’inquinamento dell’aria indor, la maggior parte delle quali nei Paesi in via di sviluppo.
Impianti industriali: in molti Paesi, la produzione di energia è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico. Le centrali elettriche a carbone contribuiscono in modo determinante, mentre i generatori diesel sono una preoccupazione crescente nelle aree off-grid.
Trasporti: il settore globale dei trasporti rappresenta circa un quarto delle emissioni di biossido di carbonio legate all’energia e questa proporzione è in aumento. Le emissioni dei trasporti sono state associate a quasi 400.000 morti premature.
Rifiuti: la combustione di rifiuti all’aperto e dei rifiuti organici nelle discariche rilasciano in atmosfera diossine nocive, furani, metano e carbone nero. A livello globale, circa il 40% dei rifiuti viene bruciato all’aperto.
Altre fonti: non tutto l’inquinamento atmosferico deriva dall’attività antropica. Anche eruzioni vulcaniche, tempeste di polvere e altri processi naturali creano problemi. Tempeste di sabbia e tempeste di polvere sono particolarmente preoccupanti.
Boyd ha descritto come «Una storia di successo» gli sforzi della Cina, Paese ospite della Giornata mondiale dell’ambiente di quest’anno, per affrontare l’inquinamento atmosferico. La capitale cinese, Pechino, che negli ultimi decenni è diventata sinonimo di aria inquinata, grazie allo sforzo delle autorità locali e regionali ha visto negli ultimi anni un miglioramento della situazione, con la concentrazione di particolato fine, che è in gran parte responsabili di decessi e malattie causate dall’inquinamento atmosferico, che è diminuita di un terzo.
L’esperto Onu ha ricordato le misure per ridurre l’inquinamento atmosferico, raccomandate contenute in un  rapporto  presentato all’UN Human Rights Council a marzo e che comprendono: i monitoraggio della qualità dell’aria e degli impatti sulla salute umana; la valutazione delle fonti di inquinamento atmosferico; l’approvazione di una legislazione sulla qualità dell’aria; lo sviluppo di piani d’azione per la qualità dell’aria.
In un  videomessaggio  per il World Environment Day 2019, il segretario generale dell’Onute, António Guterres, ha affermato che, oltre a spezzare milioni di vite ogni anno e danneggiare lo sviluppo dei bambini, molti inquinanti atmosferici causano anche il riscaldamento globale. Guterres ha definito ancora una volta il cambiamento climatico «una minaccia esistenziale» e ha sollecitato la comunità internazionale a «tassare chi inquina, non le persone» e a «smettere di costruire centrali a carbone».
(di Umberto Mazzantini, pubblicato su Greenreport del 04/06/2019)
 
 
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