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 SVEZIA - SVEZIA - Eutanasia. Larga maggioranza cittadini e medici favorevole a quella passiva
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9 maggio 2010 11:23
 
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medical Ethincs, c'è in Svezia una larga maggioranza favorevole all'eutanasia.
I ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno svolto un'indagine fra medici e opinione pubblica svedesi sul tema della sospensione dei trattamenti vitali su richiesta dei pazienti.
Oltre 1200 cittadini e altrettanti medici di varie specializzazioni hanno risposto ad un questionario basato su alcune situazioni tipo, o vignette. Queste ultime descrivono i pazienti che richiedono la sospensione dei trattamenti:
1. una donna di 77 anni in dialisi, malata di diabete tipo 2 e grave insufficienza renale;
2. un uomo di 36 anni in dialisi con un passato di tentativi di suicidio;
3. un uomo tetraplegico di 34 anni attaccato ad un respiratore artificiale del quale non puo' fare a meno.
Agli intervistati è stato chiesto di giudicare e definire l'atto della sospensione delle terapie.
La maggioranza di entrambi i gruppi, medici e non medici, ha proposto argomentazioni a favore della sospensione dei trattamenti, difendendo la pratica come legittima e etica. Nel caso dell'anziana in dialisi, per l'88% dei medici e il 77% dei non medici, l'atto di sospensione è giustificato e difendibile; nel caso dell'uomo di 36 anni in dialisi, le percentuali sono 75 e 66 rispettivamente; nel caso dell'uomo tetraplegico sottoposto a ventilazione artificiale, 65 e 77 percento. Nessun medico ha definito la sospensione un omicidio, volontario o colposo, mentre lo ritiene tale l'1% dell'opinione pubblica.
Il 16% del gruppo di non medici ha definito la sospensione un atto di eutanasia in tutte le vignette; per i medici, il termine eutanasia è applicabile soprattutto al caso del paziente attaccato al respiratore (26%). Ma anche fra chi definisce la sospensione 'eutanasia', in molti si sono detti favorevoli alla libertà di scelta dei pazienti. Nel caso del paziente tetraplegico dipendente da ventilazione polmonare, il 48% di coloro che definiscono la sospensione un atto eutanasico ha espresso argomentazioni a favore dell'autodeterminazione.
Una larga maggioranza di medici e cittadini svedesi, concludono i ricercatori, è favorevole al diritto dei pazienti capaci di intendere e di voler di potersi astenere da trattamenti vitali. Una parte minoritaria ma significativa della popolazione, scrivono gli autori, considera la sospensione un atto di eutanasia, una definizione che non necessariamente spinge a dichiarare eticamente inammissibile questa pratica.
 
 
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