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 ITALIA - ITALIA - Eutanasia. Dj Fabo: Marco Cappato assolto
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Notizia 
24 dicembre 2019 8:50
 
Il sentiero e' stato tracciato dalla Consulta che ha dato precise indicazioni sulla non punibilita' dell'aiuto al suicidio. Indicazioni che ieri hanno portato ad assolvere con la formula "perche' il fatto non sussiste" Marco Cappato, imputato a Milano per aver accompagnato, nel febbraio 2017, Fabiano Antoniani, noto come Dj Fabo, a morire in una clinica a Zurigo, portando cosi' avanti assieme a lui una battaglia per affermare il diritto "all'autodeterminazione".
C'e' stato un lungo applauso, abbracci commossi e strette di mano subito dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente della Corte d'Assise Ilio Mannucci Pacini. Una sentenza da molte parti definita 'storica' ma anche da alcuni criticata e che e' arrivata in un giorno di grande dolore per il leader dell'associazione Luca Coscioni. Stamani infatti, proprio mentre era in aula ad ascoltare requisitoria ed arringhe, ha ricevuto la notizia della morte della madre. Notizia che forse gli ha dato la forza di dire ancora una volta di aver agito guidato dalla necessita' di affermare la "liberta' e il diritto all'autodeterminazione individuale".
"Non e' la tecnica del vivere o del morire ad essere rilevante - ha affermato Cappato prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio - ma la liberta' di autodeterminazione, quella si' che e' rilevante". E poi ha sottolineato come dalla morte di Dj Fabo ad ora "poche decine di persone sono state aiutate ad andare a morire in Svizzera nella piena informazione delle istituzioni del nostro Stato e senza che mai fosse attivata alcuna azione penale. Allora c'e' qualcosa che viene di fatto considerato un aiuto legittimo".
Poco prima la requisitoria del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che con la collega Sara Arduini ha chiesto l'assoluzione "perche' il fatto non sussiste" evidenziando come il provvedimento della Consulta abbia dato "una valutazione in diritto sul senso stretto della vita e sulla Costituzione italiana che mette l'uomo, e non lo Stato, al centro della vita sociale del Paese". E ha trattato un tema di tale "rilevanza" da sostituire "al principio di sacralita' della vita la tutela della fragilita' umana", ha aggiunto, ritenendo che nel caso di dj Fabo ricorrano tutti e quattro i requisiti indicati - la patologia irreversibile, le atroci sofferenze fisiche e psichiche, il mantenimento in vita da trattamenti di sostegno vitali e la capacita' di prendere decisioni autonome - per sostenere "la non punibilita' dell'aiuto al suicidio". Linea questa sposata da uno dei difensori dell'esponente radicale, Massimo Rossi.
L'altro legale, Francesco Di Paola, ha chiesto invece alla corte di "fare un passo avanti e avere coraggio giuridico" e di "assolvere perche' il fatto non costituisce reato". E che la strada fosse tracciata "chiaramente" lo testimonia la durata della camera di consiglio. I giudici, due togati e sei popolari, in poco meno di un'ora hanno deciso. Le loro motivazioni saranno depositate in 45 giorni. "E' una giornata storica ed e' un grande risultato. Adesso sara' compito del legislatore colmare questa lacuna e dare una legge a tutti quelli che sperano", e' il commento dell'aggiunto Tiziana Siciliano.
Soddisfatta anche Valeria Imbrogno, la fidanzata di Dj Fabo: "Fabiano oggi mi avrebbe chiesto di festeggiare perche' questa e' una battaglia in cui lui credeva. E' una battaglia vinta per la liberta' di tutti".
Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni ha sottolineato che questa "assoluzione da' liberta' alla liberta'" ma ha denunciato che "la politica e' ferma su questi temi" e il Parlamento dal 2013 "non legifera" mentre per l'avvocato Rossi "c'e' stato un passo in piu' verso la civilta', non soltanto giuridica". Non sono poi mancati i commenti del mondo della politica, con i due schieramenti opposti.
E se la senatrice del Pd Monica Cirinna' ha auspicato "una legge in tempi brevi" ritenendo che non ci possano "essere piu' scuse per rimandare, anche perche' e' indispensabile evitare che casi analoghi si verifichino", il leader della Lega Matteo Salvini non e' andato molto per il sottile: "Il suicidio di Stato cosi' come la droga di Stato secondo me sono l'ultima delle ultime opzioni".

"Grazie a chi mi ha sostenuto in questo percorso che ha portato al riconoscimento del diritto di Fabiano di non soffrire piu'". E' quanto scrive su Facebook Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, all'indomani dell'assoluzione da parte della Corte di Assise di Milano dall'imputazione di aiuto al sudicio per aver accompagnato a morire in Svizzera con il suicidio assistito Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. "Ora andiamo avanti per la liberta' delle persone che sono nelle condizioni di Davide Trentini", ha aggiunto Cappato in riferimento all'altro processo in cui e' co-imputato con Mina Welby davanti alla Corte di Assise di Massa per lo stesso reato per aver aiutato Davide Trentini, 53enne affetto da sclerosi multipla, ad accedere sempre in Svizzera alla cosiddetta morte volontaria il 13 aprile 2017. Infine l'esponente dei radicali nel post ci ha tenuto a ringraziare "anche a chi mi e' stato vicino per mia mamma. Le esequie si terranno in forma privata. Chi vorra' fare 'opere di bene' sa gia' come fare".
 
 
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