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 ITALIA - ITALIA - Droghe. Dipartimento al ministro Fontana?
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27 giugno 2018 15:22
 
"Il decreto e' pronto, ma non ancora firmato. Pero' credo che la delega per la lotta alle tossicodipendenze verra' assegnata a me. E ho gia' incontrato i funzionari del Dipartimento per le Politiche antidroga". Lo dice alla Stampa, Lorenzo Fontana, ministro leghista per la Famiglia e le Disabilita'. Fontana indica le prime tre cose che fara' se effettivamente di droga si occupera' lui. "Prima: potenziare a tutti i livelli l'azione delle forze dell'ordine, dal contrasto allo spaccio alla guerra al traffico internazionale. Seconda: massima attenzione alle droghe "fatte in casa", quelle che chiunque puo' prodursi in cucina seguendo le istruzioni su Internet. Terza: prendere ispirazioni da quel che si e' fatto all'estero, dove qualche politica antidroga ha avuto successo". Fontana spiega di riconoscersi nella formula della "Tolleranza zero". "Direi di si' - afferma -. Purtroppo le persone con dipendenza da droghe stanno aumentando, mentre l'attenzione cala. Di droga si parla meno. In passato, il "tossico" devastato dall'eroina lo vedevi. Oggi il consumo e' molto piu' diversificato, capillare, nascosto, quindi meno evidente. Il problema e' stato trascurato dalla politica. E' ora di invertire la tendenza". "Non liberalizzero' la cannabis - fa sapere -. Penso ai genitori: non credo vorrebbero che i loro figli fumino". "Chi viene scoperto a consumare Droga - aggiunge - potrebbe andare a rendersi utile nelle comunita' di recupero. La definizione di lavori socialmente utili non mi piace, ma il concetto e' questo".

Forum Droghe: con il nono Libro Bianco le associazioni hanno dimostrato con i dati il fallimento del proibizionismo. Nonostante 30 anni di Jervolino-Vassalli i consumi aumentano, mentre le esperienze internazionali dimostrano che la riforma è possibile. Chi invoca oggi tolleranza zero, di fatto chiede di mantenere lo status quo. Dichiarazione di Maria Stagnitta, Presidente di Forum Droghe:
"La presunta scelta governativa di assegnare la delega sulle droghe al Ministro Fontana è molto preoccupante. Altro che "Governo del cambiamento": con il nono libro bianco abbiamo denunciato il ritorno alle repressione sulle droghe, anche dei meri consumatori, soprattutto minori. Ora il Ministro parla addirittura di "lavori forzati" per le persone che usano sostanze. Una visione preistorica delle politiche sulle droghe non potrà che peggiorare una situazione in cui non solo i consumi aumentano, ma mutano nell'assoluta incapacità dei servizi di saperli interpretare e quindi intervenire con azioni di prevenzione efficace degli abusi e di riduzione dei rischi e dei danni." 
"E' proprio la proibizione - continua Stagnitta - che di fatto rende oggi il mercato delle sostanze illecite il più libero di tutti. Oggi i "nostri figli" possono acquistare sostanze illegali (di cui spesso non conoscono l'esatta composizione o qualità) ovunque, a qualunque ora e a qualsiasi età. Chi vuole continuare con il proibizionismo vuole mantenere questo status quo."
"E' ora di aprire una prospettiva diversa - conclude la Presidente di Forum Droghe - e ragionare seriamente di riforma delle politiche, di regolamentazione legale a partire dalla cannabis e di rispetto dei diritti delle persone che usano sostanze."
Il nono libro bianco sulle droghe è disponibile qui

 Il premier Giuseppe Conte "non dia la competenza sulla Droga al ministro Fontana". A chiederlo e' l'Associazione Luca Coscioni. "Nel curriculum politico e istituzionale del Ministro Fontana non si rintraccia alcun interesse, figuriamoci le competenze, per il fenomeno della 'Droga' - dichiara l'ex senatore radicale Marco Perduca, dell'Associazione Coscioni -. Sorprende quindi la scelta di un Governo, che oltre a non aver incluso nel contratto un tema a cui si dovrebbe invece dedicare, affida un percorso lungo 30 anni a un ministro che non ne ha mai preso parte. Proporre tolleranza zero rispetto a un fenomeno che ha ramificazioni inter-disciplinari e implicazioni trans-nazionali e' proporre la gestione di un percorso sociale e culturale attraverso l'istinto di un cane anti-Droga. Investire in conoscenza e riabilitazione, questo si dovrebbe fare". L'ignoranza, rileva l'associazione, "uccide, sulla Droga serve informazione. Dopo decenni di divieti politici e indifferenza mediatica occorre aprire un dibattito istituzionale e pubblico. La Conferenza nazionale triennale, per esempio, manca dal 2009. Senza una adeguata conoscenza del percorso interdisciplinare e transazionale in tema di Droghe, il Ministro non potra' guidare le scelte di leggi e politiche italiane per la gestione di un fenomeno sociale e culturale nato ben prima del 2018". Quella della Droga, secondo Perduca, "non e' un'emergenza bensi' un fenomeno strutturale e occorre affrontarla a tutto tondo con competenza, dedizione, visione e lungimiranza tenendo a bada ideologi o tecnocrati e partendo da soluzioni concrete, dall' inserimento della riduzione del danno nei Livelli essenziali di assistenza, fino alla riorganizzazione dei servizi per le dipendenze, al riconoscimento delle azioni e dei servizi innovativi gia' realizzati e il loro adeguamento ai nuovi stili di consumo".
 
 
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