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 MONDO - MONDO - Un bambino su sei vive in condizioni di estrema povertà e con la pandemia questa cifra aumenterà
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25 ottobre 2020 7:43
 
Si stima che un bambino su sei – ovvero 356 milioni a livello globale – vive in condizioni di estrema povertà prima dell’inizio della pandemia COVID-19, e questa situazione è destinata a peggiorare significativamente, secondo una nuova analisi del Gruppo della Banca Mondiale e del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF). 
L’analisi mostra che il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà estrema è diminuito moderatamente, di 29 milioni, tra il 2013 e il 2017. Tuttavia, l’UNICEF e il Gruppo della Banca Mondiale avvertono che i progressi compiuti negli ultimi anni sono stati “lenti, distribuiti in modo ineguale e a rischio” a causa dell’impatto economico della pandemia. Anche se i bambini costituiscono circa un terzo della popolazione mondiale, circa la metà dei poveri estremi sono bambini. Inoltre, hanno più del doppio delle probabilità di essere estremamente poveri rispetto agli adulti. I bambini più piccoli sono i più poveri – quasi il 20% di tutti i bambini al di sotto dei 5 anni nei paesi in via di sviluppo, vivono in famiglie estremamente povere, sottolinea il rapporto. Tutte le regioni del mondo hanno registrato diversi livelli di riduzione della povertà estrema tra i bambini, ad eccezione dell’Africa subsahariana, che ha visto un aumento di 64 milioni di bambini che lottano per sopravvivere con 1,90 dollari al giorno, da 170 milioni nel 2013 a 234 milioni nel 2017. Nei Paesi fragili e colpiti da conflitti, oltre il 40% dei bambini vive in famiglie estremamente povere, rispetto a quasi il 15% dei bambini di altri Paesi. L’attuale crisi COVID-19 continuerà ad avere un impatto sproporzionato sui bambini, le donne e le ragazze. È più importante che mai che i governi aumentino e adeguino i loro sistemi di protezione sociale e i loro programmi per prepararsi a futuri shock, comprese le innovazioni per la sostenibilità finanziaria, il rafforzamento dei quadri giuridici e istituzionali, la protezione del capitale umano, l’espansione dei sussidi all’infanzia e alla famiglia a lungo termine, nonché l’investimento in politiche favorevoli alla famiglia, come il congedo parentale retribuito e l’assistenza all’infanzia di qualità per tutti.
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