testata ADUC
Retta casa di riposo (RSA)
Scarica e stampa il PDF
Lettera 
14 settembre 2019 0:00
 
Buongiorno,
vi contatto perche' ho le idee un po' confuse relativamente a quando i parenti di un assistito in una RSA sono obbligati al pagamento della retta mensile (credo ci si riferisca alla quota sociale o alberghiera).
A questo vostro link
https://sosonline.aduc.it/lettera/integrazione+rette+rsa_297666.php
ho letto una vostra risposta in base alla quale non ci sarebbe nessun obbligo, ammesso e non concesso, che la mia situazione rientri nella stessa casistica.
Espongo quindi la mia situazione:
L'assistito in RSA e' mio padre, divorziato. Io sono l'unico figlio, abito a Brescia. A parte una pensione di circa 1100 euro mio padre e' nulla tenente.
Recentemente i servizi sociali sono dovuti intervenire perche' mio padre non pagava l'affitto agevolato di cui beneficiava.
Mi hanno informato telefonicamente (fine giugno 2019) della necessita' di un ricovero in RSA e della nomina di un amministratore di sostegno. Telefonicamente ho preso atto della cosa perche' non vedo altra soluzione. Io e mio padre non abbiamo contatti da moltissimi anni.
Recentemente (inizio settembre 2019) sono stato contattato dall'amministratore di sostegno per compartecipare al pagamento della quota mancante (circa 600 euro).
La quota complessiva ammonterebbe a circa 1700 euro.
Mio padre ha combinato pasticci economici in tutta la sua vita e non solo quelli, inoltre, come figura genitoriale e coniuge, e' stato completamente assente.
Non ho problemi ad aiutare un genitore, gia' lo faccio con mia madre, ed e' per me una grande soddisfazione, ma nel caso di mio padre, se possibile,
vorrei evitarlo o per lo meno ridurre il piu' possibile l'aiuto.
Un paio di avvocati, che per ora ho contattato solo telefonicamente, mi hanno detto che sono obbligato a partecipare alla quota.
Nel caso in cui mi confermiate che non sono obbligato a partecipare che cosa potrei portare all'avvocato a conferma di questo fatto?
Nel caso invece che mi confermiate che sono obbligato a partecipare mi chiedevo se le seguenti spese che sostengo sono utili per ridurre al minimo la quota da versare:
- bonifico periodico verso mia madre di 400 euro/mese (percepisce una pensione minima di circa 600 euro e vive in una casa a me intestata)
- bonifico periodico per riscatto laurea 270 euro/mese
- bonifico periodico verso mia moglie di 270 euro/mese per aiuto mutuo casa a lei intestata (la casa in cui vivo).
- eventuale pensione integrativa che vorrei attivare a breve
Grazie.
Emanuele, dalla provincia di BS

Risposta:
la questione è più complessa. Andiamo con ordine:
- in caso di "estraneità del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici" (che ci pare il caso che descrive), può chiedere ai servizi sociali del comune di residenza di suo padre l'accertamento di tale estraneità. Ciò comporterebbe che nel calcolo dell'entità della quota dovuta da suo padre non vengano presi in considerazione i suoi redditi.
- è l'amministratore di sostegno nominato (o che sarà nominato) che deve curarsi che la quota dovuta da suo padre sia determinata correttamente in base ai suoi redditi personali.
- lei non è obbligato a pagare la quota alla RSA su richiesta della RSA o del Comune. Quel che può accadere è che, una volta correttamente determinata la quota, l'amministratore di sostegno potrebbe chiederle di versare i cosiddetti alimenti a suo padre (in base agli articoli 433 e seguenti del codice civile). L'importo, nel caso, dovrà essere proporzionato alla sua situazione economica quindi le spese da lei sostenute, che ci ha elencato, sicuramente inciderebbero sull'importo dovuto abbassandolo.
Per ulteriori approfondimenti le suggeriamo di visitare la sezione del nostro sito espressamente dedicata al tema: https://salute.aduc.it/info/rettersa.php
----------------
Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://sosonline.aduc.it/info/bertucci.php
 
 
LETTERE IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori