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I figli sono obbligati a pagare le rette di RSA del genitore?
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Lettera 
7 agosto 2020 0:00
 
Chiedo la consulenza di un avvocato del diritto di famiglia in merito al ricovero in RSA di mia madre, che non ci ha cresciuti (noi siamo figlie di divorziati affidate al padre) che ha vissuto dal divorzio ad oggi per conto suo. Ora l'assistente sociale del Comune dove abita chiamo noi due figlie per contribuire al pagamento della retta del RSa, dove dovrebbe alloggiare mia madre. Noi due figlie viviamo del nostro stipendio, mia madre ha vincolato la sua pensione fino al 2029 per prestiti contratti in precedenza. Come ci dobbiamo comportare? Io ho una personale polizza di risparmio, messa via con fatica. Come faccio per preservarla dall'aliquota ISEE, richiesto dai
Servizi sociali?
Grazie e arrivederci
Gaetania, dalla provincia di MI

Risposta:
partiamo dal presupposto che mai i figli possono essere obbligati dal Comune o dalla struttura a pagare la retta. Al più, può essere il genitore o il suo amministratore di sostegno (e NON altri) a chiedere l'attivazione dell'obbligo alimentare secondo quanto previsto dal codice civile agli articoli 433 e seguenti.
L'Isee può comunque essere richiesto ai figli per determinare la quota di retta a carico del genitore.
Nel suo caso, però, vista l'estraneità dei rapporti, potrebbe anche chiedere che il computo del suo ISEE venga escluso.
La legge prevede infatti che in caso di accertamento della estraneita' del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici, l'Isee del figlio non deve essere prodotto. Tale accertamento può essere richiesto sia al giudice che ai servizi sociali che gestiscono la pratica. Le suggeriamo di partire con questa seconda opzione, decisamente più rapida ed economica. Dovrà chiedere agli assistenti sociali che venga “accertata” tale estraneita', e cosi' ottenere che il proprio reddito non sia incluso fra quelli del genitore per la determinazione della retta, oppure che in caso di diniego da parte degli assistenti sociali di compiere tale accertamento (e certificarlo) o ancora indipendentemente dall'intervento degli assistenti sociali, e magari anche in via preventiva, i figli possano rivolgersi al giudice ordinario affinche' emetta una sentenza nella quale si accerti “la estraneita' del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici”.
 
 
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