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 ITALIA - ITALIA - Biotestamento e dintorni, scontro su coppie di fatto
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Notizia 
13 aprile 2010 16:28
 
 Il fiduciario della persona che redige il proprio testamento biologico non potra' essere il suo convivente: la maggioranza ha infatti bocciato un emendamento del Pd che prevedeva questa possibilita', e domani ne votera' uno del relatore che esclude esplicitamente questa ipotesi. Lo scontro e' avvenuto in commissione Affari sociali della Camera, dove e' in corso la votazione degli emendamenti al provvedimento gia' approvato dal Senato.
Il testo licenziato dal Senato prevede, all'articolo 6, che chi redige il testamento biologico (la dichiarazione anticipata di trattamento) ''puo' nominare un fiduciario maggiorenne'' che, se nominato, ''e' l'unico soggetto legalmente autorizzato ad interagire con il medico e si impegna ad agire nell'esclusivo e migliore interesse del paziente, operando sempre e solo secondo le intenzioni legittimamente esplicitate dal soggetto nella dichiarazione anticipata''. Il testo pero' non prevedeva nulla in caso di mancata nomina del fiduciario, lacuna a cui ha provveduto un emendamento sottoscritto da tutto il gruppo del Pd, compresa Paola Binetti, che all'epoca non aveva ancora fatto le valige per l'Udc. L'emendamento afferma che in caso di mancata nomina del fiduciario, di rinuncia o di morte dello stesso, il ruolo viene affidato ''nell'ordine: al coniuge non separato legalmente o di fatto, al convivente more uxorio, ai figli maggiorenni, ai genitori, ai parenti entro il quarto grado''. E qui si e' aperta la discussione, partita dalla dicitura desueta di ''convivente more uxorio''. A questo punto Andrea Sarubbi, del Pd, ha detto esplicitamente: ''E' chiaro che qui il punto in questione non e' il testamento biologico, bensi' la coppia di fatto''. Ha quindi preso il ddl del capogruppo del Pdl in commissione, Lucio Barani, che legalizza appunto le coppie di fatto: ''Ecco - ha insistito Sarubbi - le coppie di fatto le prevedete anche voi''. A favore dell'emendamento si e' espresso Benedetto Della Vedova che pero', non essendo membro della Commissione, non ha potuto poi votare. Alla fine l'emendamento e' stato bocciato, con il voto contrario di Pdl e Lega e l'astensione di Alessandra Mussolini - che nel corso della discussione aveva sottolineato che ''le coppie di fatto esistono'' e che, ''togliendo la dicitura da medioevo 'more uxorio' questa condizione dovrebbe essere contemplata'' - mentre il relatore, Domenico Di Virgilio ne ha presentato uno proprio che sara' votato domani: esso prevede che in caso di mancata nomina del fiduciario i suoi compiti ''sono adempiuti dai familiari secondo quanto previsto dal Codice civile, Libro II, Titolo II, Capo I'', vale a dire il diritto di successione, dove non esiste il convivente. Il sottosegretario Eugenia Roccella, che ha dato parere negativo all'emendamento del Pd e favorevole a quello del relatore spiega: ''non era solo in gioco la figura del convivente; non condividevamo tutta la filosofia dell'emendamento. Per esempio esso non prevedeva che il fiduciario si opponesse all'eutanasia''. L'emendamento del Pd, che riformulava l'articolo 6, prevedeva che il fiduciario ''si impegna a vigilare perche' al paziente vengano somministrate le migliori terapie palliative disponibili, evitando che si creino situazioni sia di accanimento terapeutico, sia di abbandono terapeutico'', come gia' affermava il testo inviato dal Senato; ma cassava un comma in cui si affida al fiduciario il compito di ''verificare attentamente che non si determinino a carico del paziente situazioni che integrino fattispecie di cui agli articoli 575, 579 e 580 del codice penale'', vale a dire l'eutanasia, anche passiva.
 
 
 
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