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Stati Uniti d'Europa. Bundesverfassungsgericht
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Articolo di Redazione
5 maggio 2020 14:04
 
  No, non siete capitati nella newsletter settimanale di “tedesca”. E no, non è un refuso. Questa parola vuol dire Corte costituzionale in tedesco ed è la notizia del giorno. Perché oggi la Consulta della Repubblica Federale di Germania ha stabilito (7 voti a favore, 1 contrario) che l’acquisto massiccio di titoli di Stato voluto da Draghi dal 2015 al 2018 (il quantitative easing) è legale ma la Banca centrale europea ha usato questo potere in modo sproporzionato andando al di là di quanto prevedono i trattati.
 
E a noi che ci frega di quello che decidono a Karlsruhe? Molto, perché la Corte costituzionale tedesca ha stabilito che il piano Bce non è stato un aiuto diretto di Stato, ma dà un ultimatum di tre mesi all’Eurotower per avere una dimostrazione comprensibile e comprovata che i 2600 miliardi spesi per comprare i titoli di Stato siano stati necessari. Tradotto: la Bce deve chiarire che non sta facendo politica economica, andando oltre i suoi poteri. Se non ci sarà risposta la Bundesbank, la banca centrale tedesca, si ritirerà dal piano di acquisti. 

Non stiamo capendo. Facciamola ancora più semplice. La corte tedesca mette dei paletti alla Bce e ne discute la sua indipendenza. Fin quando fa politica monetaria va bene, se fa politica economica no. Ma chi decide il confine? Questo è un bel problema perché la decisione avrà degli effetti pesanti indirettamente anche sul piano di 750 miliardi che la Bce ha lanciato  a marzo per acquistare i titoli di Stato dei Paesi Ue: il Pandemic Emergency Purchase Programme. Per capirci il piano che permette all’Italia di poter vendere i suoi titoli di Stato senza essere strozzati dal mercato in questa crisi.

Ma scusa, stamattina i media italiani titolavano sì al Qe senza paletti. Ma i giornali tedeschi no. Con questa decisione la Corte chiede al governo tedesco di rivedere il meccanismo di acquisti di titoli di Stato della Bce. Siccome il Pepp da 750 miliardi è un incrocio tra il Quantitative easing e un acquisto illimitato di titoli (Omt per i nerd economici), questo implica che la Bce dovrà fare un bazooka più piccolo. Insomma la Corte costituzionale ha parlato alla nuora Qe perché la suocera Pepp intendesse. 

Cosa succede ora. La Germania è il Paese membro più ricco dell’Eurozona e la sua banca centrale è quella che ha più denaro nella Bce. Quindi questa decisione avrà un seguito. Il Consiglio direttivo dell’Eurotower (un tavolone dove partecipano tutti i presidenti delle banche centrali con la super presidente Christine Lagarde) dovà dimostrare in modo comprensibile e comprovato che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal piano del Qe siano stati proprozionati coi suoi poteri.

Cosa cambia per l’Italia. Per ora poco ma nelle prossime settimane bisognerà trovare una soluzione per non arrivare a uno scontro con la corte tedesca. Parliamo di uno scontro ambiguo tra due enti indipendenti. Sicuramente bisognerà almeno rivedere lo sforamento del capital key che ha fatto la Bce. Ma non è certo. 

Che vuol dire capital key. Un’altra parolaccia economica. Si tratta della quota massima di debito di uno Stato che può comprare ogni mese la Bce in base alla quota di capitale (soldi, soldi, soldi cit.) che ogni Paese ha versato nella Bce. Un limite che in teoria l’Eurotower non potrebbe superare. Prima del coronavirus per ogni 100 milioni di euro in titoli di Stati, la Bce comprava 27 milioni di euro in Bund tedeschi, 19 milioni in Oat francesi e 14 milioni in Btp italiani e così via. Mentre solo a marzo la Bce ha comprato 12 miliardi di titoli di Stato italiani e solo 2 miliardi in Bund

(articolo di Europea, quotidiano de Linkiesta del 05/05/2020)
 
 
 
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