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Roma Capitale. La catastrofe rifiuti a Roma e nel Lazio chiamata Raggi e Zingaretti
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Comunicato di Primo Mastrantoni
28 dicembre 2020 9:43
 
Quali "doni" ha portato Babbo Natale ai romani?
La monnezza.

In questi giorni di festività, le strade della Capitale d'Italia hanno potuto gioire di uno spettacolo che fa il paio con le capitali del Quarto Mondo: cassonetti dei rifiuti stracolmi e sacchetti accatastati a ridosso dei contenitori.

"Doni" della sindaca Virginia Raggi e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Vediamo quali sono i "doni":
1. Il 71% dei rifiuti organici romani prende la strada del Veneto e del Friuli. Costo 21 milioni di euro, con i tir che consumano 3 milioni e mezzo di litri di gasolio e percorrono 10 milioni e mezzo di chilometri, con una produzione di 1 milione e 750 mila kg di anidride carbonica.
2. Il costo medio annuo della Tari per cittadini romani è di 280 euro; per i milanesi è di 210 euro.
3. L'addizionale Irpef (tasse) del Comune di Roma e della Regione Lazio è la più alta d'Italia.
4.  La sindaca Raggi e il presidente Zingaretti non vogliono i termovalorizzatori, sicchè i rifiuti sono portati, per l'85%, in altre regioni o provincie. Insomma, Roma tratta in proprio solo il 15% dei rifiuti, contro il 99% di Berlino e il 95% di Parigi.
5. L'amministratore delegato dell'Ama (azienda dei rifiuti romana) ha dichiarato che per chiudere il ciclo dei rifiuti ci vuole il termovalorizzatore.
6. E' stato chiuso uno dei due termovalorizzatori presenti sul territorio regionale. Rimane in funzione solo l'impianto di S. Vittore da 350 mila t/a, mentre il Lazio ha un fabbisogno, stimato dal Ministero dell'Ambiente, per 900 mila t/a, dunque c'è un deficit di circa 550 mila t/a. Insomma, nel Lazio occorrono almeno altri due termovalorizzatori.
In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori, con recupero energetico e produzione di calore e elettricità.
7. Il governo nazionale della passata legislatura, a guida Pd, prevedeva impianti di termovalorizzazione nel Lazio. Lo stabilisce, anche, l'Unione europea.
8. Il Piano rifiuti, approvato lo scorso luglio dalla Regione, oltre che tardivo, contrasta con la direttiva europea e con la legge nazionale.
9.  L'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale scrive che il Piano dei rifiuti regionali, getta "un'ombra sia sulla realizzabilità degli obiettivi tendenziali, sia sull'adeguatezza della programmazione impiantistica pluriennale, deputata a chiudere il ciclo in base alle caratteristiche dei flussi attesi". Insomma, l'Agenzia stronca il Piano regionale.

I due Babbo Natale, che i romani ringraziano per i "doni", non hanno chiara la scelta: l'alternativa ai termovalorizzatori non è la raccolta differenziata, ma la discarica, in sostanza, o termovalorizzatori o discarica.
Non se ne esce da questa scelta ma, la Raggi e Zingaretti, si affidano alle chimere. Il risultato è che Roma è sommersa dai rifiuti che i cittadini pagano in termini di degrado e di maggiori costi economici e ambientali.
 
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