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Governo. Commissione TAV: nomina da archiviare e inquinamento da ridurre
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Comunicato di Primo Mastrantoni
17 gennaio 2019 12:22
 
  Ci si può affidare ad una Commissione per la valutazione di una opera, in questo caso il TAV, quando i suoi membri, all'80%, si sono già espressi negativamente?

Ovvio che no, ma il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha fatto proprio quello che non doveva fare: chiedere un parere a chi il parere lo aveva già espresso in precedenza. Una furbata, no?

E' evidente, che il parere della Commissione non poteva che essere negativo e, se i commissari sono stati pagati per esprimere un parere già noto, non è spreco di denaro del contribuente?

Insomma, i pareri costi-benefici per il TAV, che il ministro Toninelli ha affidato ad una Commissione, sono inficiati all'origine dal metodo di nomina seguito.

Il parere può essere archiviato e lo spreco addebitato al ministro Toninelli.

Ci sono, inoltre, interessanti aspetti di merito.

Vediamo.

Il 92% delle merci che circola tra Italia e Francia, viaggia su gomma, l'8% su ferro. Una sproporzione enorme che impatta sull'ambiente con le emissioni di Tir, auto e altro.

Il perché dello scarso utilizzo del trasporto su ferro è nelle caratteristiche del tracciato ferroviario e della galleria del Frejus: i raggi di curvatura, che diminuiscono la velocità, l'eccessiva pendenza, che rende necessario l'uso di due o tre motrici, il limitato numero di vagoni merci e le caratteristiche dei nuovi container rendono poco conveniente il trasporto su ferro.

Il progetto TAV prevede treni merci lunghi oltre 750 metri, con una capacità di trasporto di 2.000 tonnellate, l'abbattimento della pendenza dal 30 per mille a 12 per mille, l'utilizzo di una sola motrice e il riallineamento delle curve.

Ricordiamo, per inciso, che l'area interessata, la Val di Susa, è attraversata per 70 km dalla autostrada A32 che arriva al traforo autostradale del Frejus, il quale è stato raddoppiato senza che, a nostra memoria, ci siano state le dure proteste che abbiamo visto per il TAV.

Nello specifico della analisi costi-benefici, la Commissione ha preso in esame la riduzione del traffico autostradale, dovuto al trasferimento di persone e merci su ferrovia, che porta a meno traffico autostradale e meno carburante utilizzato, di conseguenza, anche, a minor gettito fiscale per la casse statali, che per la Commissione è un costo. Il che pone seri dubbi sui criteri di valutazione stabiliti e adottati.
 Ricordiamo, a proposito, che il 65% del costo del carburante è dovuto a imposte e accise.

Insomma, il ministro Toninelli si ritrova alleato delle compagnie petrolifere, delle case automobilistiche e, finale, delle società autostradali!

E' del tutto evidente che trasferire le merci su ferro non fa che diminuire l'inquinamento.
Più traffico autostradale equivale a più inquinamento.
Non è difficile da capire.
 
 
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