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Coronavirus, mascherine e non solo. Obblighi e attenzioni… al buon cuore degli accertatori… Consigli pratici
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Comunicato di Vincenzo Donvito
13 aprile 2020 12:07
 
  In alcune regioni l’obbligo della mascherina c’è già, in Toscana scatta da oggi 13 aprile e vale per tutto il periodo nazionale di contenimento.
Ma bisogna stare attenti perché non basta solo informarsi sui media di Stato ma, tra gli interstizi delle informazioni locali, occorre sapere anche cosa hanno disposto le singole amministrazioni regionali e locali.

Cosa succede?

Messaggi poco chiari e talvolta difformi da quelli nazionali
I messaggi di alcuni Comuni, in base alle ordinanze nazionali e regionali, non sono chiari su quando e dove va portata la mascherina: sempre quando si esce di casa o solo quando si entra in luoghi pubblici o privati, e per strada va indossata solo se si è in un assembramento, inclusi quelli col metro di distanza?

L’ordinanza della Toscana e quelle dei Comuni
Un guazzabuglio dove, per esempio, l’ordinanza della Toscana è chiara, ma siccome i Comuni dispongono a loro volta…. Insomma, per non incappare in una altamente probabile multa, la mascherina quando si esce di casa è meglio tenerla sempre sul volto.

L’igiene della mascherine
Ma sulla questione dell’igiene di queste mascherine in Toscana, da noi sollevata e a cui l’unica autorità che ci ha risposto (la vice-Sindaca del Comune di Firenze) ci ha detto di stare zitti altrimenti ci denuncia per procurato allarme?
Sembra che le mascherine ce le teniamo e ce le dobbiamo mettere. Quindi: occhio! Dopo che le mascherine sono state avete levate dalle bustine del “negozio di ferramenta” con cui le hanno consegnate a casa, è consigliabile tenerle per 72 ore all’aria in ambiente igienico e, meglio ancora, igienizzarle con quel che trovate di disinfettante per umani.

Ma per quanto tempo possono essere utilizzate queste mascherine?
Inoltre, quanto tempo valgono queste mascherine? Boh! Non ci è stato detto. Sono lavabili? Boh! In genere sono mascherine monouso o giù di lì. E sono solo due a testa… che fare, anche solo per andare a fare la spesa o andare in farmacia?
E’ bene metterle lo stesso, magari con una pezzolina su bocca e naso per evitare il contatto con qualcosa di dubbia igiene. Per i più “fortunati”, se ne possono comprarne altre alla coop (che le vende a prezzi umani… controllare per gli altri supermercati) dopo qualche oretta di coda per entrare. E sempre per i “fortunatima più facoltosi, si può andare in farmacia e trovare (quando e se si trovano) una confezione di 50 mascherine chirurgiche monouso a 70 euro.

Non solo mascherine!

Le distanze da casa: tra norme regionali, locali e fantasiose
Altra particolare attenzione va prestata per le distanze entro cui portare il cane a fare i propri bisogni e quella entro cui “sgambare”, con o senza figliolo, per far finta di sentirsi in forma.
La disposizione nazionale è generica “vicino alla propria abitazione”, ma non è così per alcune regioni (es. Lombardia) che indicano in 200 metri il limite massimo di distanza da casa entro cui deambulare. Ma siccome oltre alle Regioni a decretare sono anche i Comuni, può succedere (come in Toscana) che mentre la Regione si attiene alle disposizioni nazionali, alcuni Comuni abbiano deciso per i 200 metri.
E come se non bastasse, anche dove i 200 metri non sono indicati da nessuna parte, succede che se la polizia controlla, decide lo stesso di fare la multa per il mancato rispetto dei 200 metri… una loro libera interpretazione dei decreti.

Obbligatorio” informarsi
Insomma: è “obbligatorio” informarsi (e questo sarebbe anche un buon consiglio) ma soprattutto è “obbligatorio” farlo più volte al giorno, su tutti i media nazionali, regionali e locali.
Abbiamo scritto “obbligatorio” tra virgolette, perché di fatto è un obbligo che non sussiste. Ma siccome la legge non ammette ignoranza, visto l’andazzo, è bene che questo “obbligo” lo si consideri pratico e “morale”.

Il buon cuore degli accertatori e i ricorsi
E quand’anche si pratichi questo “obbligo”, è bene ricordarsi che siamo sempre affidati al buon cuore, alla fantasia e alla creatività degli accertatori… contro cui, per carità, si può fare ricorso… anche se è un po’ macchinoso e lungo.

Multe e pene “preventive
Attenzione che può accadere come in Calabria, dove gli accertatori possono comminare oltre la multa anche l’immediato obbligo di confino per 14 giorni come se si fosse infettati (senza nessun riscontro – anche a posteriori - o evidenza del fatto), e siccome i ricorsi non sono immediati per procedura e risposte, si corre anche il rischio di non poter uscire più di casa neanche per andare a fare la spesa…. Dopo si potrà forse anche chiedere i danni ma, per l’appunto, dopo…

Buona fortuna a tutti e, consiglio di sopravvivenza: siate più realisti del re!
Domani è un altro giorno…
 
 
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