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Cannabis terapeutica assente in farmacia, ministra Grillo si adoperi per legalizzazione autocoltivazione
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Comunicato di Pietro Moretti
31 luglio 2018 16:09
 
La ministra della Salute Giulia Grillo, in visita allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, si è impegnata a rifornire le farmacie di cannabis per garantire continuità terapeutica a migliaia di pazienti che ne hanno diritto. La ministra ricorda giustamente che l'Istituto militare non è in grado di garantire se non una frazione del necessario. Per affrontare la scarsità di cannabis terapeutica, Grillo propone quindi di coinvolgere i privati nella produzione, ammettendo però che ci vorrà del tempo. Nel frattempo, molti pazienti saranno costretti a soffrire oppure a rivolgersi al mercato nero, visto che coltivare una pianta comporta il rischio di passare anni in carcere.
Eppure un modo per affrontare questa emergenza sanitaria ci sarebbe: legalizzare l'autocoltivazione per uso terapeutico. 
Sì, ne siamo coscienti: non è nel "Contratto" e la Lega, da sempre proibizionista, si opporrebbe. 
Ma forse la ministra Grillo potrebbe cercare di convincere il suo alleato utilizzando argomentazioni cui è più sensibile. Al collega dell'Interno Matteo Salvini potrebbe spiegare che una tal misura colpirebbe i giovani africani che spacciano nelle nostre piazze, costringendoli a trovarsi una diversa occupazione. Certo, ridurrebbe soprattutto i guadagni delle italianissime mafie che li sfruttano, ma su questo punto consigliamo di  sorvolare.
 
 
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