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14 giugno 2011 18:50 - Stefano58
....è stato il mio "vero" professore di ematologia dall'epoca degli studi universitari a napoli e della mia specializzazione a roma, l'unico a non avermi chiesto quando ho bussato alla sua porta di quale politico importante fossi parente, l'unico a pagarmi già da quando ero ancora studente per le mansioni che svolgevo, l'unico guidato dal solo principio di meritocrazia, invidiato da molti che erano bravi solo a parlare ( tipico stile italiano) ma non ottenevano risultati nel campo della ricerca come lui.E' stato fondamentale per la mia formazione di ricercatore a lui devo molto !!
non aggiungo altro perchè sono completamente in linea con il commento precedente
14 giugno 2011 8:16 - Angelo1964
E' con dolore che ho appreso la notizia al TG. Ho lavorato con questo ottimo Scienziato dal 1994 al 1997, presso il Suo prestigioso Dipartimento all'Istituto Superiore di Sanità. Aveva un "cattivo carattere", definizione con la quale si suole marchiare in Italia qualcuno che, nella scienza, fa fatica a farsi amici perchè "troppo" bravo, non frequenta salotti politici e "non si fa volere bene". In realtà...
...era un fiore all'occhiello della Ricerca (con la "R" maiuscola) italiana ed aveva creato un Dipartimento di stile americano. Tornavo dalla Francia, dove pure avevo lavorato presso l'INSERM, la prestigiosa istituzione francese eccellenza della Ricerca, e mi sembrò di essere negli Stati Uniti, ma al centro di Roma. "Peschle" (così lo chiamavamo) ci faceva veramente sudare e incavolare: ricordo qualche "sciopero", ma le sue telefonate ci convincevano a rientrare per "cambiare le cellule" che altrimenti morivano. Le cellule gli interessavano forse più degli uomini, erano senz'altro per lui più affidabili, sincere e davano risultati concreti, quelli che pubblicavamo sempre ad alto livello, e sempre citatissimi. Gli devo molto, senz'altro devo a lui la possibilità di lavorare poi di nuovo all'estero, a Londra, in un altro prestigiosissimo istituto, che si interessò a me proprio perchè avevo lavorato con lui. Non aveva un cattivo carattere, ma stava antipatico a molti, soprattutto a una panoplia di pseudo-scienzati universitari, con i quali non amava confondersi. E faceva bene. Averlo conosciuto mi consente ancora oggi di sapere chi ho davanti, se vero scienziato, o piccolo politicante della ricerca (con la r minuscola). Un caro saluto, sei stato importante per me, Peschle.
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