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La vera libertà e chi si arma contro le misure sanitarie, articolo di Michael W. Austin
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Articolo di Pietro Yates Moretti
10 maggio 2020 10:58
 

 Cosa è la libertà in una società democratica e liberale? Chi ha un minimo interesse nella storia e nella filosofia, nel diritto e nella politica, questa domanda se l'è posta da sempre litigando con gli innumerevoli tomi scritti sull'argomento. Prima che il pensiero illuminista e liberale emergesse, libertà significava sostanzialmente essere liberi da forze di occupazione straniera. Pian piano, con l'emergere della centralità dell'individuo nelle società liberali, si è cominciato a parlare anche di libertà individuali. Ma questa libertà ha dei limiti? O meglio, è una libertà contemperata dalla responsabilità verso gli altri, oppure è la libertà di fare ciò che voglio?

Il problema si pone relativamente poco in tempi ordinari. Tutti - o quasi - capiscono che insieme alla mia libertà di guidare un'automobile viene anche la responsabilità etica, prima ancora che civile e penale, di rispettare l'incolumità altrui. Nessuno, se non quando furono introdotte le prime norme sulla circolazione stradale poco dopo la diffusione dell'automobile, si sognerebbe di additare il codice della strada come l'emblema di una dittatura stradale. Accettiamo di buon grado queste limitazioni, forse perché ormai ci siamo abituati, o forse perché comprendiamo che morendo falciati da un aspirante Niki Lauda verrebbe meno anche la nostra libertà di guidare.

Ma  in tempi di emergenza sanitaria senza precedenti per le generazioni viventi, emergenza che ha mietuto decine di migliaia di vittime solo in Italia, le cose si fanno più complicate. Il mio agire ha conseguenze indirette e non immediatamente percepibili. Non si tratta infatti di un essere umano spiaccicato sul parabrezza della mia auto, ma di un anziato o un diabetico o un cardiopatico o un sanitario che muore a mia insaputa a distanza di giorni o settimane. 

Alcuni arrivano a parlare di dittatura sanitaria che schiaccia la libertà individuale.I nuovi dittatori sarebbero scienziati, medici e infermieri, molti dei quali morti per cercare di salvare vite altrui, 

Per stimolare un po' il ragionamento di chi si arma contro le misure sanitarie, peraltro temporanee e legate ad un virus non immaginario (per i più), ecco un brevissimo brano del filosofo Michael W. Austin sul concetto di libertà. Non tanto perché sia originale, ma perché nella sua semplicità spero possa offrire qualche spunto ai novelli Voltaire e Mazzini, che di Voltaire e Mazzini evidentemente sanno poco o nulla.

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Recentemente, molte persone in diversi Stati sono scesi in strada a protestare contro le restrizioni dei governi tese a limitare il diffondersi del coronavirus. Molti di questi manifestanti chiedono ai propri governi di poter tornare a lavorare.

Sentimenti comprensibili. Sono impauriti per il proprio futuro. Non vogliono rimanere a casa. Ma altri, invece, non sono preoccupati tanto dal bisogno di tornare a lavoro, ma dalla libertà di farsi il manicure e colorarsi i capelli. Altri sono preoccupati per l'attacco al diritto (ad essere armati) previsto dal Secondo Emendamento. Altri ancora continuano a pensare che sia tutta una montatura. Molti di loro, credo, hanno convinzioni sviate. Cantano in coro che "la libertà è essenziale", ma non capiscono la natura della vera libertà.

Sul modo con cui molti in America comprendono il concetto di libertà, si consideri questo passaggio di Stephen Evans:
Tutti noi amiamo la libertà. Credo che la società americana sia ossessionata dall'idea, e troppo spesso, equipariamo la libertà al concetto di libertà da qualsiasi restrizione. La libertà diventa quindi il potere di fare ciò che voglio, di scegliere ciò che voglio. La mia libertà è violata quando un governo mi vieta di riempire il mio giardino di spazzatura e carcasse di automobili rotte che offendono il mio vicino.o quando il governo mi dice che devo pagare le tasse, e quindi non posso spendere ogni centesimo come voglio io. Quando la libertà è concepita in questo modo, ovvero come libertà da qualsiasi restrizione, libertà e responsabilità diventano uno zero-sum game. Tutte le volte che mi viene imputata una responsabilità, la mia libertà diminuisce, e la mia stessa esistenza e felicità sono limitate.

Molti pensano che la loro libertà sia violata quando gli viene chiesto di mantenere le distanze sociali per appiattire la curva (dei contagi). Ma le ragioni del distanziamento sociale non riguardano solo l'offesa del senso estetico del vicino. La finalità del distanziamento sociale è di proteggere la salute e anche la vita altrui.

Coloro che vanno in chiesa, si assembrano in grandi gruppi, o che protestano contro le attuali limitazioni hanno idee fuorvianti sulla libertà. Sono convinti che la libertà significhi essere liberi da qualsiasi limitazione. E' falso. Credono che la libertà non debba includere la responsabilità. Anche questo è falso. Potrebbero credere che la libertà significhi scegliere cosa fare, indipendentemente dall'impatto sugli altri. Falso anche questo.

La libertà include la lbertà di fare ciò che è giusto. Le nostre libertà di fare ciò che è giusto sono insite nella dignità che possediamo come esseri umani. Ma quella stessa dignità comporta anche il fatto di essere responsabili verso gli altri, e che siamo chiamati a rispondere delle nostre scelte. Come la mette Evans, la libertà è "un dono che deve essere usato; ha valore solo quando è usata bene".

Arriverà il momento in cui il distanziamento sociale, specialmente come lo stiamo praticando in questi momenti, dovrà finire. Ma quelli che vogliono smetterla adesso fanno diversi errori. La loro concezione di libertà è fuorviata. La libertà non è assoluta. E' limitata dai danni che può provocare agli altri. La libertà deve includere la responsabilità e il rispondere delle proprie azioni.

Il tipo di libertà che val la pena difendere e praticare è quella che riconosce anche quegli altri valori. Infatti, la libertà ha senso solo se inserita nel più largo contesto di valori. Dobbiamo usare bene la nostra libertà, per aiutare e prenderci cura degli altri. E' un concetto di libertà che richiede sacrificio. Questa forma di sacrificio è nuova per tutti noi. Ma ciò non significa che una persona veramente libera non faccia un sacrificio per il bene degli altri.

(Pubblicato sulla versione online della rivista sceintifica Psychology Today)

 
 
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